La fiera di santo Stefano

Quand'ero piccina era tradizione oggi, dopo pranzo, andare alla fiera di santo Stefano, a qualche chilometro da qui.
Bella, la fiera di Natale!
A suo modo era caratteristica, sì.
Era la fiera dei maiali, si vendevano i maialini piccini tutti rosa e bellini che sarebbero stati tenuti all'ingrasso tutto l'anno e che a Natale o giù di lì avrebbero fornito tanta buona ciccia e salsiccia tutto l'anno.
Alla fiera di santo Stefano, com'è ovvio, non si poteva andar vestiti eleganti.
Si parcheggiava lungo la statale e poi ci si addentrava su sentieri di terra battuta, tra un recinto pieno di porcellini e una baracca di attrezzi agricoli.
Terra battuta. Che alla minima goccia di pioggia diventava fango. Che veniva coperto di paglia.
L'aria aveva l'odore intenso del fango, della paglia, e dei maialini.
Poi, dopo aver girato per la fiera l'intero pomeriggio, tornavo a casa tutta inzaccherata di fango, col mio carusiello di terracotta da decorare e riempire di monetine.

La fiera di santo Stefano non esiste più da anni.
Al posto dei maialini e delle baracche ci sono capannoni industriali.
Restano i ricordi di una bambina.
Che passando in macchina da quelle parti li condivide con suo padre.
E con voi.

La famiglia nascosta

Sono rientrata ieri.
E a stretto giro di posta oggi è arrivato il pacco di papà.
Con, oltre ai libri e ai vestiti,
- 2kg di pomodori san Marzano da insalata*
- 11 melanzane*
- 2l di olio*
- 2 pesche da 450gr l'una*
- 1 pezzo di zucca da 2kg e mezzo*
- 1 pezzo di pane da 2kg
- 1 busta di freselle da 1 kg.

Qualcuno dovrebbe avvertire i miei che io vivo da sola.
Ho idea che pensino che io abbia una famiglia (una famiglia numerosa) e che glielo stia nascondendo…

* produzione propria.

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Che una delle cose che preferisco delle vacanze a casa natìa è saltare dentro il lettone in mezzo a MammaXan e a PapàXan.
E raccontarsela.
E ridere fino alle lacrime.

Spring

Le giornate che si allungano.
Il sole che invoglia a lézarder.
L'odore della terra.
Il verde dell'erba nuova.
I ciliegi in fiore.
E la luce, tanta luce.

Io adoro la primavera.
E adoro la primavera a casa natìa.

Il pacco di papà


Mettiamo che da casa natìa arrivi un pacco di viveri.

Mettiamo che dal pacco delle meraviglie escano 25kg di vettovaglie tra clementine, arance, mele annurche, pane, olio, pizza figliata preparata dalla mamma, un altro dolce dal nome sconosciuto preparato dalla sorella, salsiccia con finocchietto selvatico e friarielli.

Mettiamo che i friarielli in questione siano arrivati in quantità industriale e abbisognino di essere preparati in tempi brevi.

Mettiamo che Xanthippe non abbia alcuna voglia di preparare tutto quel bendiddìo in padella con aglio, olio e peperoncino e invitare il condominio a condividere (mio, mio, solo mio, tutto mio!!!).

Non resta che una soluzione.

I friarielli rimasti saranno mangiati stasera.
A casa di Bà.
Dopo invito, diciamo così, informale…

Xà: Senti, che ne dici di invitarmi a cena e cucinare friarielli?

La moda dei gggiovani d'oggi


Xan
: Ma cos’è quella roba che hai addosso?

NipotediXan: Questi? Sono i miei jeans!

Xan: Ma ti vanno larghissimi! Il cavallo tra un po’ ti arriva alle ginocchia! Tirateli su!

NdX: E’ così che si portano adesso, non capisci niente di moda, tu!

***

Andargli alle spalle mentre è distratto e, con scatto felino e abile mossa, calargli i pantaloni lasciandolo letteralmente in mutande non ha prezzo!

Colazione

Dopo aver bevuto il caffè che vi è stato gentilmente portato a letto, e dopo esservi lavati e vestiti, munitevi di una scala.
Raggiungete il frutteto, sistemate la scala sotto il vostro albero di natale preferito, salite sulla scala, staccate dall’albero una clementina alla volta e mangiatene direttamente lì, lanciando le bucce a terra.