Ma io questa la conosco!

David Sedaris, Me parlare bello un giorno

(Inciampa nei rovi, va a sbattere contro l’unica macchina – ferma, peraltro – nel raggio di un chilometro, le dici una cosa e nel giro di cinque minuti l’ha bell’e dimenticata. Per non parlare della sua “personalità bizzarra”. E’ o non è lei?)

[Torno a letto a leggere.]

Décharge à vieilles pensées

«Che cosa posso scrivergli?»
«Confidagli i tuoi pensieri. I pensieri che non dici sono pensieri che pesano, che si incrostano, che ti opprimono, che ti immobilizzano, che prendono il posto delle idee nuove e che ti infettano. Diventerai una discarica di vecchi pensieri che puzzano, se non parli.»

Eric-Emmanuel Schmitt, Oscar e la dama in rosa

Pensierino della notte

«Coloro le cui vite sono feconde per se stessi, per i loro amici o per il mondo, sono ispirati dalla speranza e sostenuti dalla gioia; essi vedono con l'immaginazione le possibilità del futuro e il modo in cui esse devono essere realizzate. Nelle loro relazioni private essi non sono dominati dall'ansia di perdere l'affetto e il rispetto di cui sono fatti oggetto; essi liberamente distribuiscono affetto e rispetto e la ricompensa giunge da sé senza che loro la debbano cercare. Nel loro lavoro non sono perseguitati dalla gelosia dei competitori, ma il loro unico interesse è il reale problema che deve essere affrontato e risolto. In politica essi non consumano il loro tempo e il loro entusiasmo nella difesa di ingiusti privilegi, della loro classe o della loro nazione, ma aspirano a rendere il mondo complessivamente più felice, meno crudele, meno ricco di conflitti tra interessi rivali, e più ricco di esseri umani la cui crescita non è stata conculcata e ostacolata dall'oppressione.»

B. Russel

 

Vigile consapevolezza

Altro libro, stesso argomento.

Tutto quello che si fa, quindi, lo si fa per paura della solitudine? È per questo che rinunciamo a tutte le cose di cui ci rammaricheremo alla fine della vita? È questo il motivo per cui diciamo raramente ciò che pensiamo? Per quale altra ragione ci abbarbichiamo a tutti questi matrimoni in frantumi, alle false amicizie, ai noiosi pranzi di compleanno? Che cosa avverrebbe se rompessimo con tutto questo, se ponessimo fine al ricatto strisciante e prendessimo partito per noi stessi? Se lasciassimo erompere verso l'alto, come lo zampillo di una fontana, i nostri desideri asserviti e la furia per il loro asservimento? La solitudine che paventiamo: in che cosa consiste in fin dei conti? Nel silenzio di rimostranze sottaciute? Nel non dover più avanzare con cautela, trattenendo il respiro, sul campo minato delle bugie coniugali e delle mezze verità fra amici? Nella libertà di non avere nessuno davanti a sé quando si pranza? Nell'abbondanza di tempo che si dischiude quando ammutolisce il tambureggiamento degli appuntamenti? Non sono tutte cose meravigliose? Uno stato paradisiaco? In cosa consiste allora il timore? Non si tratta alla
fin fine di un timore che sussiste per il solo fatto che non abbiamo esaminato a fondo il suo oggetto? Un timore che ci è stato inculcato dai discorsi sconsiderati di genitori, insegnanti, preti? E perché siamo così sicuri che gli altri non ci invidierebbero se vedessero quanto si è accresciuta la nostra libertà? E che non cercherebbero la nostra compagnia proprio per questo?

Pascal Mercier, Treno di notte per Lisbona

* * *

Entro stanotte lo finisco.

Mi è presa la fissa per Lisbona e per la torre di Belém.

Diamo a Cesare quel che è di Cesare e a LaFonteN quel che è di LaFonteN.
E' un gran bel libro e mi sta piacendo parecchio.
Niente a che vedere con gli ultimi mattoni che -consigliati da te- sono finiti nella mia libreria e che ho promesso di tirarti in fronte di costola.
Forse perché, una volta tanto, questo lo hai letto, prima di regalarmelo.
:o)

Meglio soli o male accompagnati?

 - Senti, Michel, come ti salta in mente di svegliarmi in piena notte per parlarmi dei problemi di coppia? Ti è rimasta la paella sullo stomaco?

 - Voglio sapere perché diavolo non li abbiamo!

 -  A volte si fanno incontri sbagliati, ecco tutto. Anche a me è capitato. Anche a te. Come vuoi distinguere il falso dal vero quando muori di solitudine? Incontri un tizio, cerchi di renderlo interessante, te lo inventi da zero, lo vesti di qualità dalla testa ai piedi, chiudi gli occhi per vederlo meglio, lui cerca di abbagliarti e tu fai lo stesso, se è bello e stupido lo trovi intelligente, se ti trova stupida si sente intelligente, osserva i tuoi seni cascanti e ti trova della personalità, tu cominci a sospettare che sia un buzzurro e ti dici che va aiutato, se è incolto ne sai abbastanza per due, se vuole farlo di continuo è perché ti ama, se non è molto dotato in quello non è questo che conta, se è tirchio ha avuto un'infanzia povera, se è grezzo è spontaneo, e così continuiamo a fare di tutto per negare l'evidenza, nonostante le cose saltino agli occhi, e allora sorgono i famosi problemi di coppia, il problema di coppia, quando non è più possibile inventarsi a vicenda, ed ecco le pene d'amore, il rancore, l'odio, i cocci che si cerca di incollare per via dei figli o semplicemente perché sempre meglio nella merda che sole. E' così. Dormi.

Romain Gary, Chiaro di donna
 

L'étude du beau est un duel où l'artiste crie de frayeur avant d'être vaincu.

Il Confiteor dell’artista
 
Come sono penetranti – penetranti fino al dolore! – le giornate d’autunno al tramonto! La delizia indefinita di certe sensazioni non esclude affatto l’intensità: e non c’è punta più acuminata di quella dell’infinito.
Gran delizia sprofondare il proprio sguardo nell’immensità del cielo e del mare! Solitudine, silenzio, incomparabile castità dell’azzurro! Una minuscola vela che rabbrividisce all’orizzonte, e con la sua piccolezza e il suo isolamento imita la mia esistenza irrimediabile, melodia monotona dell’onda: tutte queste cose pensano in me, o io penso in loro (perché nella grandezza del fantasticare il me si perde presto!). E pensano, come ho detto, ma musicalmente e pittorescamente, senza arguzie, né sillogismi, né deduzioni.
E tuttavia questi pensieri, sia che provengano da me o si sprigionino dalle cose, diventano ben presto troppo intensi. Nella voluttà l’energia crea un malessere, una vera e propria sofferenza. I miei nervi troppo tesi non danno che vibrazioni stridule e dolorose.
E ora la profondità del cielo mi costerna, la sua limpidezza mi esaspera. L’insensibilità del mare, l’immobilità di questo spettacolo, mi ripugna… Si deve eternamente soffrire, o fuggire eternamente il bello? O Natura, incantatrice spietata, rivale invincibile, lasciami! Smetti di tentare i miei desideri e il mio orgoglio! Lo studio della bellezza è un duello in cui l’artista grida di sgomento, prima di essere vinto.
(Charles Baudelaire, Le Spleen de Paris)

* * *
EDIT 26.10

Fatto trenta, facciamo trentuno, così per quest’anno avrò esaurito tutto l’esauribile in termini di wI&… ‘nsomma, quella roba infettiva là, quella che ti prende quando vai indietro coi ricordi e la nostalgia ti acchiappa per il bavero.
Perché non è che io da bambina ascoltavo soltanto Dvorak e la sua Humoresque.
Io da bambina ascoltavo anche ‘sto qua.
E il primo che prova a dire "Che culo!" è morto.

Citazioni e condivisioni

In questi miei appunti sconnessi, e che non ambiscono ad avere un nesso, racconto con indifferenza la mia autobiografia priva di avvenimenti, la mia storia priva di vita. Sono le mie confessioni, e se in esse non dico niente è perché non ho niente da dire.

Che cosa c’è da confessare che valga la pena o che sia utile? Quello che è successo a noi, o è successo a tutti o esclusivamente a noi; nel primo caso non è una novità e nel secondo caso non è una cosa che si possa capire.

Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire. Quello che confesso non ha importanza perché niente ha importanza.

Queste confessioni del sentire sono i miei solitari. Non li interpreto come chi interroga le carte per conoscere il destino. Non le scruto perché nei solitari le carte non hanno un valore preciso.

Del resto in che cosa posso contare su di me? Un terribile acume delle sensazioni, e la profonda consapevolezza di stare sentendo… Un’intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi…

Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine


Enivrez-vous

Il faut être toujours ivre. Tout est là: c’est l’unique question. Pour ne pas sentir l’horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve.
Mais de quoi? De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise. Mais enivrez-vous.
Et si quelquefois, sur les marches d’un palais, sur l’herbe verte d’un fossé, dans la solitude morne de votre chambre, vous vous réveillez, l’ivresse déjà diminuée ou disparue, demandez au vent, à la vague, à l’étoile, à l’oiseau, à l’horloge, à tout ce qui fuit, à tout ce qui gémit, à tout ce qui roule, à tout ce qui chante, à tout ce qui parle, demandez quelle heure il est et le vent, la vague, l’étoile, l’oiseau, l’horloge, vous répondront: «Il est l’heure de s’enivrer! Pour n’être pas les esclaves martyrisés du Temps, enivrez-vous; enivrez-vous sans cesse! De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise.»

Ubriacatevi

Bisogna essere sempre ebbri. E’ l’unico problema, non c’è altro. Inebriarsi senza tregua per non sentire l’orrendo peso del Tempo che vi rompe la schiena, che vi inginocchia al suolo.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se a volte, sugli scalini di un palazzo, nell’erba verde di un fosso, nell’incupita solitudine della vostra stanza, vi sarete svegliati, l’ubriacatura già dimezzata o svaporata, chiedetelo al vento, alla stella, all’uccello, all’orologio, all’onda, a tutto ciò che fugge, che piange, che scorre, che canta, che sussurra, chiedete che ora è e il vento, la stella, l’uccello, l’orologio, l’onda, vi grideranno: «E’ l’ora di ubriacarsi! Ebbri! Per non essere schiavi martirizzati del Tempo; ubriacatevi senza tregua! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro».

Charles Baudelaire, Le Spleen de Paris

Molto più prosaicamente… cosa vi piace bere?

***


EDIT



Nel frattempo ho scovato e scaricato questa canzone dei Noir Désir.
La potete trovare sul loro sito.