Quel che c’è di bello

Quel che c’è di bello in questa tesi che mi sta facendo abbastanza dannare, perché dopo una giornata coi piccoli mostri e riunioni a non finire è abbastanza complicato mettersi sui libri a studiare e a scrivere, quel che c’è di bello, dicevo, è che ti trovi a rileggere e a studiare quegli argomenti che adoravi all’università, e leggi, e sorridi, soddisfatta e appagata, perché il pensiero umano è qualcosa di meraviglioso.
E nulla, leggevo questa citazione di Calvino e mi è spuntato un sorriso.

“Ogni nuovo libro che leggo entra a far parte di quel libro complessivo e unitario che è la somma delle mie letture. Questo non avviene senza sforzo: per comporre quel libro generale, ogni libro particolare deve trasformarsi, entrare in rapporto coi libri che ho letto precedentemente, diventarne il corollario o lo sviluppo o la confutazione o la glossa o il testo di referenza. Da anni frequento questa biblioteca e la esploro volume per volume, scaffale per scaffale, ma potrei dimostrarvi che non ho fatto altro che portare avanti la lettura d’un unico libro.”
Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore