Hervé Guibert

Avevo deciso di non scriverlo, ‘sto post, ma non posso non farlo.Se tu fossi qui, adesso, avresti 53 anni, qualche ruga in più e qualche capello in meno.
Ma anni fa hai deciso che dovevi essere tu a stabilire il come e il quando.
Digitalina. Due flaconcini, che portavi ovunque con te.

Ti ho conosciuto molto tempo fa, all’università, leggendo pagine fotocopiate di Cytomégalovirus. Non rientrava nel programma, una mia amica aveva voluto che lo leggessi perché era troppo bello.

Quelle pagine mi sconvolsero, al punto che buttai via le fotocopie. Qualche mese dopo comprai il libro. Il primo di tanti.

Rileggerti, ogni volta, è un’emozione e una pugnalata.

Qualche giorno fa ti ho visto in dvd, nel film-documentario che registra i tuoi ultimi mesi di vita. E di nuovo mi hai bouleversée. E ho capito i motivi della tua scelta.

Si può dire a una persona che non si è mai conosciuta: «Ti voglio bene. Ho pianto con te. Ho pianto per te»?
Spero di sì.
Hervé Guibert
14 dicembre 1955 – 27 dicembre 1991

 

12 thoughts on “Hervé Guibert

  1. Mint, di libri ne ha scritti una caterva.
    Sono quasi tutti autobiografici, anche se talvolta nell’autobiografia entra anche la finzione.
    Quelli che mi hanno toccata di più e che senz’altro consiglio sono:
    Citomegalovirus. Diario d’ospedale
    la trilogia
    All’amico che non mi ha salvato la vita
    Le regole della pietà
    L’uomo dal cappello rosso

    e
    Il mausoleo degli amanti, frammenti di diario dal 1976 al 1991.
    Dovendo sceglierne solo uno, Le regole della pietà.

    Kika, immagina che dramma deve essere stato per una persona che viveva scrivendo e facendo foto…

    Mirabelle, credo comunque che se esista un aldilà, di qualsiasi aldilà si tratti, lo sappia senza che ci sia bisogno di dirglielo.
    Ho cominciato a leggere Hervé Guibert solo dopo la sua morte, ma ricordo benissimo il periodo in cui morì Freddie Mercury, penso che sia rimasto nella mente di ognuno di noi…

  2. la compassione e la capacita’ di vedere la bellezza non son mica solo per chi abbiamo avuto la fortuna di accarezzare. certo che si puo’ piangere per un’anima di cui non si e’ udita la voce, e per quella parte di noi che duole per via della crescita che l’incontro con quella storia ci regala.
    hai occhi limpidi, xanth.

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