di grandi domande e piccoli gesti

capita che, per strane coincidenze, si finisca a parlare, negli stessi giorni, degli stessi argomenti con persone diverse.
e poi capita che l’argomento di conversazione ti chiami.
la solita telefonata rituale che, da undici anni a questa parte, arriva più o meno una volta al mese.
l’ex-storico.
l’uomo col quale hai condiviso dieci anni della tua vita, quello che di te conosceva il meglio e il peggio e ti accettava così com’eri, anzi no, certe tue alzate d’ingegno non le accettava per niente, e si litigava di brutto, ah!, se si litigava. e tu con lui, perché se tu avevi un carattere piuttosto spigoloso non è che lui fosse farina da far ostie. e però. e però le divergenze si superavano, e si trovava sempre un equilibrio. talvolta un po’ squilibrato da una parte o dall’altra, un equilibrio un po’ precario, ma pur sempre equilibrio.
un equilibrio durato dieci anni.
il grande, anzi no, l’unico, il solo uomo che tu abbia veramente amato.
quello grazie al quale, proprio per il fatto di averlo tanto amato, hai raggiunto la consapevolezza che l’amore prima o poi finisce.
punto.
e non è necessariamente colpa di qualcosa o qualcuno, dell’uno o dell’altra.
finisce.
si cambia.
e non si cambia assieme.
e qualcosa si spegne, si incrina, si spezza, muore.
semplicemente.
è il corso della vita.
va così, e non ci si può far niente, neanche volendo.
e quindi, si diceva, ti chiama.
e, diversamente dal solito, oltre alle solite chiacchiere, ti dice che gli manchi, e questo lo sai già, e ti chiede se c’è qualcosa di lui che ti manca, e cosa.
e non hai bisogno di pensare, perché la risposta la sai già.
il vostro modo di dormire, ti manca.
quel dormire a cucchiaio, tu dietro di lui, il tuo braccio sul suo.
e poi svegliarsi la mattina, sempre a cucchiaio, lui dietro di te, il suo braccio sul tuo.
ti manca la sua mano che si appoggia sulla tua, a tavola.
ti manca quel contatto rapido mentre ti passava vicino… una carezza sulla spalla, sui capelli, un rapido bacio.
più di tutto il resto, è questo, quello che ti manca.
il contatto.
quella necessità di toccarvi, quasi per accertarvi di esserci, di esistere, di essere reali, di essere lì.
più di tutto il resto, sì.
perché negli ultimi undici anni ci sono state altre storie, altri uomini, altra vita.
ma quello, quello non c’è più stato.
ma non glielo dici.
non ha senso, dirglielo.
la butti in caciara, ridi, scherzi, saluti, mandi un bacio, riagganci.
e sorridi, comunque.
felice per quello che avete condiviso.
felice per il fatto che, nonostante il dolore della separazione, siete riusciti a non svilire quello che di bello c’era stato.
felice di averlo sentito.
felice di sapere che, quando tornerai a casanatìa, riuscirete a ritagliarvi una serata per una cena fatta di chiacchiere e ricordi.

22 thoughts on “di grandi domande e piccoli gesti

  1. Bellissimo post (di quelli impossibili da sputtanare, ma aspetto che passino zeus e gatto).
    Sei sicura di non amare piu’ quest’uomo? Sicura sicura sicura? Perche’ lui ti ama ancora e lo sai anche tu.

  2. 10 anni poi 11… E non dovevi essere troppo ragazzina se condividevate casa…inizio ad avere un'idea più precisa dell'età della Xan!
    Va bene win? :-P
    Adesso scappo però te la vedi te con la Xan furibonda.

  3. Winter, ma il post-it è per te? Sennò te ne dimentichi?

    Katika, sicura sicura sicura. Abbiamo condiviso molto, gli voglio un gran bene, ma l'amore è andato. Tanto tempo fa.
    (Nessun post, per quanto bellissimo – grazie! grazie! – è impossibile da sputtanare, comunque.)

    Gatto, e questo è tutto il tuo contributo allo sputtanamento post invocato da Katika? Hai lavorato con scarso impegno, puoi fare molto meglio di così.
    (Si vede mica che ho passato la mattinata a correggere?)

    DMW, tutta colpa dell'untrice, dici?

    Winter, c'ha ragione, c'ha! Sei I&Nfettiva.

    Volare, ma io non ho mai detto che abbiamo condiviso casa!
    Dovrai rifare i conti e spostare di nuovo la data, mi sa.

  4. ahem… mi sono espressa male. Intendevo che se mamma e papà non ti venivano a cercare se passavi la notte fuori… o i tuoi sono di un elastico che non mi immagino o tu non dovevi essere una 15/16enne. Ok se siete stati insieme 10 anni il tempo per quel dettaglio là c'era poi. Va bene sposto la data.
    Cacchio ma sei più giovane di me allora? Uff!

  5. Volare, in dieci anni si fa in tempo a diventare più che ventenni… L'unica che a vent'anni non è ancora arrivata e festeggia diciott'anni da più di dieci anni è Rita.
    :o)

    Paluca, due cene all'anno sono d'obbligo.
    E non ci sono altri impegni che tengano!

  6. Sulle, non è stato semplicissimo, però ci siamo riusciti.

    (Sono i post I&N della Winter che vanno sputtanati, non i miei. Che poi la Winter mi diceva, a questo proposito, che non aveva avuto il coraggio di farlo. Forse spera, chissà, che in futuro io le ricambi la cortesia. Illusa.)
    :o)

  7. la ricetta è tratta dal blog giallozafferano, muffins con gocce di cioccolato, le proporzioni sono da dividere tutte per due, tranne l'uovo (ne ho messo due)…l'importante è di non mischiare troppo l'impasto (ho ricavato 15 muffins mentre con le sue proporzioni-dicerie- avrei dovuto farne 6…

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