L’importanza di chiamarsi Noam

Lui, sfogliando un libro a casa di lei: Questa teoria non è che mi convinca molto, anzi sono piuttosto scettico.

Lei: A me affascina molto. Non per la teoria in sé, che non so se funzioni né fino a che punto, e francamente mi interessa anche poco, quanto piuttosto per la teoria linguistica da cui sono partiti, ovvero la grammatica generativo-trasformazionale di Chomsky. Tu lo sai, io Chomsky lo adoro, è geniale, ha un cervello che lèvati. Gli farei un p*****o mo’, seduta stante…

I due mangiano, bevono, chiacchierano, poi si sistemano sul divano per guardare un film, lui seduto, lei, come da tradizione, distesa con la testa appoggiata sulla gamba sinistra di lui.
Luci basse, i personaggi sullo schermo che parlano…

Lui: La grammatica generativa ha una struttura…

Lei: …una struttura profonda e una struttura superficiale, sì. Ma che c’entra adesso?

Lui: Mi chiamo Chomsky. Noam Chomsky.

Lei: Demente! :D

32 thoughts on “L’importanza di chiamarsi Noam

  1. Ze’, e infatti non lo so fare, il pandoro!

    Svivi, in panzerotto ci sono tre lettere di troppo. E non ho mai fatto un panzerotto in vita mia.

    Giap, né l’uno né l’altro. Conta bene le lettere e ritenta…

  2. no, niente lewinsky per il buon chomsky. mi limiterei a farlo eleggere presidente degli stati uniti.
    ze’: non mi innamorerei mai di una zoccola come te. ti scopi tutto quel che si muove. e anche che sta un po’ paralitico.
    eh!

  3. Ora, a parte che hai raccontato di averne visti di peggio, ma chi ti ha messo in testa una cosa del genere? “Tu!”. Non vale, io notoriamente millanto, chiedi alla Pill.

  4. E’ veramente una dichiarazione di dedizione totale. Mica per niente, ma Chomsky è del ’28: hai idea di quanto tempo e impegno potrebbe richiedere la faccenda?

  5. Winter, Peppino secondo me ha a che fare con la falegnameria.
    Come san Giuseppe e Geppetto.
    Un nome, un destino segnato.
    Perciò no, non devo fargli un Peppino.

    Rita, tra me con Chomsky e te con Eastwood mi sa che ce la giochiamo.
    Ai tempi supplementari.

  6. Boston, per me l’organo sessuale più importante è il cervello.
    Per dire, se un uomo non sa usare il congiuntivo riesce a spegnermi qualsiasi velleità trombatoria.
    Con uno così mi tolgo la spazzola e la butto nel secco non riciclabile.
    ;o)

  7. Boston, era talmente angosciato che ha cannato i congiuntivi.
    Se anche tu penseresti a un’eventualità del genere, non fossi disperato?

    ri-Boston, vedo che anche tu la conosci…
    :o)

  8. (fff, ma che deficiente, paciugo O, pandoro O, pippone E, porcino O, adamo O, satana A, abele E, non devo commentare dal lavoro, ho il cervello disunito)

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