Armagnac

Xanthippe e LaFonteN fanno una capatina al Jardin des délices a fare rifornimento di nettare degli dei.
Dopo aver debitamente ammirato e lasciato lì un ribolla gialla da 48€ e un aglianico da 52€, si dirigono verso il Sancta Sanctorum del tempio.
Xanthippe è in venerazione davanti alla vetrina degli armagnac. Quasi sviene nel guardare i prezzi.
Il sacerdote del tempio spiega che se sposta lo sguardo in alto, sopra le vetrine, può trovare degli armagnac a prezzi più contenuti, prezzi che aumentano a seconda dell’annata. Spiega poi che è costume regalare una bottiglia di armagnac dell’annata di quando uno nasce, o si sposa. Mostra quindi l’armagnac più economico, del 2002, poco meno di sessanta euro.
Poi, dopo aver debitamente illustrato le caratteristiche di quello e degli armagnac in vetrina, li lascia soli.
Xanthippe è muta, in estatica contemplazione.
La voce di LaFonteN la riscuote e la riporta alla realtà.
– Se qualcuno volesse regalarti un armagnac della tua “annata” dovrebbe accendere un mutuo.
– Stronzo!

[Comunque hai mangiato il miglior chili della tua vita.]

20 thoughts on “Armagnac

  1. Ce la fai a dirmi cosa è l’armagnac (e pure il chili già che ci sei) senza rispondermi come per il topambur?

    (commento vero: perchè non vi fidanzate voi due? eddai, siete così bellini. diglielo anche te Wii)

  2. Ze’, sono due delizie per il palato.
    L’armagnac si beve, ed è francese.
    Il chili si mangia, ed è messicano.

    (Le proveresti tutte, pur di non farmi trasferire, eh? Pensa al lato positivo: potrai mangiare il miglior chili della tua vita. Tu porti l’armagnac.)

  3. Dizò, l’età anagrafica, l’età mentale o la media tra le due? :o)

    Emigrante, io sto ancora cercando di capire se sono veramente una brava cuoca o se le persone a cui propino le mie specialità puliscono il piatto perché hanno il sacro terrore di dirmi che non hanno gradito.

    Ilunbers, pura poesia, sì.

    Giap, ovvio che sì.
    E, ça va sans dire, resterà solo la bottiglia.

    Winter, siamo stati anche in libreria, infatti.
    ;o)
    Appropo’: ho il tuo libro, ho la tua tisana, ho le tue b****s.
    Giap ha un armagnac che ci terrei molto ad assaggiare, e in più abbiamo una trasferta elvetica da fare. Entro il 2014 ce la facciamo?
    (Il Giardino d’inverno è eccezionale.)

  4. Giap, ma no, basta importarlo.
    Se espatriamo ci tocca importare il ribolla e l’aglianico. E il chianti. E il teroldego. E il morellino. E il piedirosso. E il prosecco. E il cannonau.
    Per cominciare.

    Dizò, a quella mentale, ovvio! Mi mantiene ggiovane.

    DonBuro, regolare una beata, era palesemente oltre la linea.
    (Oh, ma sei amico del giaguaro?)

  5. Brandy, blah. Cognac, meh. Armagnac, si comincia a ragionare; ma la Vera Via è il Calvados. E ci si può fare anche il giochino dell’età: due volte, lasciandogli un rene e due litri di sangue, ho potuto degustare un bicchiere di robetta di fine ottocento. Un’ora e passa per centellinarlo, esperienza mistica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...