Il futuro dei vostri figli è nelle nostre mani!

Volevo tenerla fino a domani, ma non ce la faccio, ve la devo raccontare.
Voi lo sapete, vero, che io sono costretta a seguire il corso di inglese organizzato dal ministero, quel corso di inglese grazie al quale delle brave maestre di inglese specialiste smetteranno di insegnare inglese e delle personcine che l’inglese non sanno neanche dove sta di casa saranno messe in cattedra a insegnarlo? Lo sapete, vero? Ecco, non dimenticatelo.
Non dimenticate mai che il futuro dei vostri figli è nelle nostre mani.

Oggi, inglisc curs.

“…bicos hi is calm, cheirfol…”

“Ticcia, come si scrive cheirfol?”

“Ca-re-ful.”

“Ah, come il supermercato…”

35 thoughts on “Il futuro dei vostri figli è nelle nostre mani!

  1. Ti consolerà sapere che hai un’illustre precedente (con l’apostrofo perché è femmina).

    Quinta ginnasio, la profe spiega le subordinate in latino. La Nina prende appunti e si perde un pezzo.
    Nina: “Come ha detto che si chiamava quella?”
    Rita: “Volitiva”
    Nina: “Ah, come il papa”.

    (Tengo a specificare che la battuta l’ha fatta consapevolmente)
    (Tengo anche a specificare che io non ho capito più una mazza dei cinque minuti di spiegazione seguenti perché ciavevo da soffocare le risate)

  2. Uhm…. e tornare alle maestrine buone di una volta, pane e salame, con gli occhi sognanti e sorridenti che pero’ non appena il piccino sgarrava lo bacchettavano violentemente con bacchette a cui davano nomi emblematici (tipo “la Birla”)?

  3. Cinas, non è proprioproprio l’espressione che è uscita dalla mia boccuccia di rosa, ma il senso era più o meno lo stesso.

    Ze’, letto e commentato.

    Rita, la battuta non è mia.
    E, fidati, non stava facendo una battuta.
    (“Papa Volitiva” è fantastica, comunque. Applausi a scena aperta alla Nina.)

    Falloppio, lo diceva mentre col carrello della spesa andava dal reparto frutta al reparto surgelati?

    Yban, visto che pericolo ha scampato tuo figlio?

    Emigrante, voglio “la Birla”!!!

  4. Xan, hai condensato il post che volevo scrivere io dall’altro giorno. Genitori del regno, ricordatevi che la scuola pubblica è in mano nostra. Ricordatevelo sempre, quando pensate che non vi riguardi. Sempre!

    • Xan, a me fanno paura i colleghi, invece. E vorrei che i genitori protestassero non il doppio, ma il decuplo di ora. Forse così riusciremmo a mandarne via almeno un quarto di quelli che dovremmo spedire velocemente a calci fuori dal mondo della scuola.

    • Negli ultimi anni ho lavorato in un’isola felice ma, ricordando scuole da cui sono letteralmente scappata, non posso darti tanto torto.

      Nel caso specifico, però, la questione che pongo e mi pongo è un’altra: che senso ha obbligare delle persone a seguire un corso di lingua per poi essere messe a far qualcosa che non ritengono di essere in grado di fare, quando nella scuola ci sono già persone preparate che hanno una lunga esperienza, non solo in termini di conoscenza della lingua ma anche in termini di didattica, e che questo compito lo assolvevano benissimo?
      Io, personalmente, in coscienza non mi sento assolutamente in grado di poter entrare in una classe a insegnare inglese. Neanche se si trattasse di insegnare i numeri da 1 a 10 e i colori. Se avessi voluto farlo, all’epoca del concorso avrei sostenuto anche la prova di lingua, cosa che non ho fatto.
      Quando sono entrata in ruolo erano già stati attivati corsi di inglese organizzati dal ministero con la collaborazione delle università, ma erano su base volontaria. Nella mia scuola ci sono tre colleghe che avevano partecipato a quei corsi e a cui non resterebbe che sostenere l’esame del livello B1 o B2, non ricordo, ma sono nel limbo, perché quei corsi non hanno più avuto finanziamenti e sono stati interrotti. In compenso finanziano i corsi a cui io sono obbligata a partecipare, che partono dal livello A0.
      Che senso ha?

      • Sono d’accordissimo, e avevo capito il senso della tua/vostra doverosa protesta (peraltro: io che con l’inglese ci vivo tutti i giorni, e che ho pure il certificato ufficiale per insegnarlo in UK, nonostante sia insegnante e laureata in lettere [letterature comparate] ti dico che anche con il livello b1 o b2 onestamente non vai da nessuna parte per insegnare davvero una lingua straniera, e questo forse contribuisce a spiegare questa nostra attitudine, come popolo, così linguisticamente provinciale). I due centesimi miei di aggiunta erano che, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, nella scuola ci dovrebbe essere solo gente bravissima, capacissima e motivatissima. E invece – nonostante le liste di attesa siano infinite e i bravi anche – non è così.

  5. beh, anche su chi insegna matematica avrei qualcosina da ridire.. ma mi sono imposta di tacere di quest’argomento ;-)
    Buonanotte Xan e buona domenica.. già, qui il Carrefour è sempre aperto, anche domani :-)

  6. Son più rinco di quello che si crede: leggo “Ticcia” e penso “Ma che caspio di amiche ha? Cioè… come può essere una che si chiama ‘Ticcia’? Ma chiamarla ‘Cocca’, ‘Cicci’, ‘Pucci’, no eh?”
    Me ne vado prima di fare altre figurine di questo tipo…

  7. Oh, ma che scherzi?
    Dove pensi di andare?
    La storditaggine qui è di casa!
    I commenti storditi (e le commentatrici stordite) sono un marchio di fabbrica di ‘sto blog.
    Sit daun, pliz…

  8. Uh a proposito di insegnanti… http://www.shockdom.com/eriadan/?p=3967
    Lo so che odii i link, ma è una vignetta di eriadan mo che te la racconto?

    Ah c’entra niente con l’inglese, ma poco sotto nei commenti… mi hanno replicato con K smsese… ho dovuto replicare… chiunque fosse andava punita!

    ;-)

    Disse la collezionatrice di orrori di ortografia!
    LA O al posto della E è voluta.
    :-P

  9. Me ne sono accorta…io ho studiato lingue per parecchi anni e poi ho mollato seguendo la mia vera strada…però sorte ha voluto che dovessi seguire obbligatoriamente dei corsi di inglese preparati dall’azienda…senti, ci credi che ero io che correggevo l’insegnante? Lasciamo perdere…

  10. Gianmaria, quassù (su ‘sto blog, dico) è pieno di gente che insegna ai bambini e ai meno bambini.
    Siamo una piaga sociale, qualcuno salvi quei poveri innocenti!

    Vabbe’, pure io correggevo la mia prof alle superiori, e la mia competenza linguistica era limitata ai tre anni delle medie. Ma la mia prof di francese delle superiori era una demente, e non c’è molto altro da aggiungere al riguardo.
    Quel che sto appunto dicendo è che io l’inglese ai mostrilli non voglio essere costretta a insegnarlo. Non senza una preparazione adeguata.

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