Pensieri sparsi tra passato e futuro

Adoro gli Appennini. E adoro guidare. Ma non sopporto la Firenze-Bologna. Troppe curve, troppe gallerie, troppi ponti (tu-tum tu-tum tu-tum), troppi camion in coda, bisogna star concentrati sulla guida e i pensieri restano lì, imbrigliati, legati. No, la Firenze-Bologna non è fatta per pensare.
Sono alla fine degli Appennini. Autostrada a tre corsie, tunnel a tre corsie. I tunnel mi fanno paura, non mi piace passarci, può succedere qualunque cosa e tu sei lì e fai la fine del sorcio. Sono sulla corsia più a destra, dietro due camion e un furgone. Tutti e quattro in regolare e perfetta fila indiana. Si avvicina un camion da dietro. Sfanala. Hai altre due corsie, se proprio vuoi superare mettiti sulla seconda corsia e supera. Si mette sulla seconda corsia, poi rientra senza superare, rallenta un po’, poi si avvicina, sfanala di nuovo, si mette nuovamente sulla seconda corsia, poi rientra sulla prima, mi sta attaccato al culo, a lungo, poi, finalmente, si sposta sulla seconda corsia e supera. Spero che tu finisca contro un palo e che faccia la fine dei bon-roll che stai trasportando (“Ho trovato il modo di ucciderti, sai? Farò di te ripieno per tortellini.” Che stia diventando sociopatica anch’io?).
Per motivi incomprensibili, il navigatore tenta di farmi uscire a Bologna. Ma anche no. Lo ignoro. Proseguo per Padova.
Sono sulla Bologna-Padova. Traffico intenso. Coda no, ma qualche rallentamento. E mentre rallento un pensiero, un ricordo forse, ormai libero dalla tensione della Firenze-Bologna, sbuca fuori da un cassetto della memoria. Ma chi me lo fa fare. Il cuore perde un colpo. No, non ero io. Io lo so, chi me lo fa fare. Pur nell’incoscienza assoluta che mi contraddistingue, pur calcolando al ribasso i rischi, io ho sempre saputo quello che facevo e che faccio. Lo sapevo e lo so.
Continuo a guidare, sempre sulla corsia di destra, aspettando una telefonata che non arriva, lasciando che i pensieri continuino a vagare per conto loro.
Era San Giovanni, qualche giorno fa. Quando ero piccola, la notte di San Giovanni la nonna mi faceva mettere un albume d’uovo in un barattolo di vetro colmo d’acqua. Al mattino la forma assunta dall’albume serviva alla nonna per predirmi il futuro. Barche. A me venivano fuori sempre barche. ‘e barche so’ viaggi. Tu te ne vai luntan’. Non so quanto lontano fosse il lontano prospettato da mia nonna, però me ne sono andata lontano, sì. E adesso sono di nuovo in viaggio. Mi avvicino un po’, stavolta. Ciao, nonna, avevi un carattere di merda (la genetica non è un’opinione), ma ti volevo un sacco bene.
Guido, guardo il telefono, quasi che il guardarlo possa farlo squillare. Sono quasi arrivata, ormai. Esco dall’autostrada, prima di rientrare faccio tappa in libreria. Arrivo a casa.
Casa. Casa mia ancora per poco, ormai.
Tra un po’ tutto quello che è mio finirà impacchettato. Tutto, tranne i ricordi. Molti verranno con me, qualcuno rimarrà qui, in questa casa.
E poi, finalmente, la telefonata tanto attesa arriva.
La casa, quella vista per la prima volta in foto, quella vista per prima, quella di cui mi sono innamorata, quella che Guido, io voglio quella, beh… Xanthippe, ciao, sono Guido. Tutto a posto, la casa è tua.
Casa. Casa mia tra poco, ormai.
E’ arrivato il momento di ricominciare.
Altrove.
Buona fortuna.
Buona fortuna a te.
Buona fortuna a me.

[Si ringraziano, per la preziosissima collaborazione, Rita e Zeus, senza cui la ricerca della casa non sarebbe stata la passeggiata che si è rivelata.]

59 thoughts on “Pensieri sparsi tra passato e futuro

  1. Anche a me i tunnel fanno paura per il resto prima corsia quasi sempre, è quella meno intasata ;-) eppure a scuola guida lo dicono che si può usare.
    Buona fortuna per la tua nuova avventura

  2. Ok, vi racconto com’è andata.

    Lo sapete com’è la Rita no? Basta parlarle di case, arredamenti, traslochi, e questa molla band, blog, editori, amanti, e comincia a giocare alla piccola immobiliarista. La Santippa non aveva ancora finito di postare “Cerco casa in Tosc…” che mi vedo la mail inondata di link e foto di case, casine, casette, ville quattrocentesche, stamberghe da favelas, tutte corredate di accurate descrizioni, pareri sui pro e contro, numeri di telefono di tutte le agenzie immobiliari delle mie parti, e soprattutto da un’esortazione a caratteri cubitali: CAZZO CI FAI ANCORA AL PC? MUOVITI, VAI A VEDERLE!
    Seeee – penso – mica son così scemo da tirarmi la zappa sui piedi, che si arrangi. Vabbè via, oggi son libero, prendo la moto e vo a trovare i nipotini in collina, magari mi guardo un po’ in giro.
    Vrum vrum… piazzale michelangelo… vrum vrum… curve… vrum vrum… paesello fuori città… agenzia immobil… ok ok mi fermo, così mi metto la coscienza a posto, le faccio capire che i prezzi qui sono allucinanti, magari cambia idea e rimane dov’è.
    “Buongiorno senta, una casina… per una maestra… macchè sposata, chi vuole che se la pigli? niente animali o bambini… forse potrà venire a trovarla una sua amica stordita ogni tanto ma tanto son silenziose, non trombano manco per sbaglio. Come sarebbe a dire che ce l’ha? E pure a cento metri dalla scuola? Petti che fo un paio di telefonate… Pronto Rita, basta link! Pronto Santy, t’ho trovato casa! Questo è l’indirizzo, quando vuoi puoi andare a firmare.”

    Ecco, che ci crediate o no è andata più o meno così.

    • Ma dai, vorresti dire che c’è la possibilità che…?
      “Ma ciao, NipoZeus! Non potendo raddrizzare tuo zio, adesso raddrizzo un po’ te…”
      (Ti manca soltanto la bottiglia di plastica.)

  3. Se se vabbè dai, io ho solo giocato a “trova il link” e anche un po’ ad Angry Birds mirando sui maroni di Zeus, ma la casa te l’ha trovata lui :-)
    (Probabilmente aveva paura che a farla trovare a qualcun altro finivi sul suo stesso pianerottolo)
    Senti, maaaa sto Guido che ha negoziato per tuo conto un ribasso della cifra cosicché adesso praticamente hai una piazza d’armi al costo di un monolocale? Lo vogliamo ringraziare, anche sto povero Guido? (Sento che questa faccenda del ringraziare Guido potrebbe avere un collegamento con quell’altra faccenda dei cinque anni senza… ecco).

    • Zeus, più che altro, era terrorizzato alla prospettiva che se non avessi trovato casa, mi sarei stabilita a casa sua. A tempo indeterminato. Tra questo e le tue minacce è stato gioco facile convincerlo a girare per agenzie immobiliari. :-D
      Guido… eh. Mica male, Guido. Varrebbe la pena ringraziarlo, sì sì. :-P

  4. Brava Rita diglielo!
    Che quello è un bel tipo, maturo il giusto, sveglio, aria furbetta. Uhm… c’avrà mica un blog?

    piccolo retroscena: “oh grazie Ze’, poi arriverà anche il pagamento, in natura”
    “eh? uh?”
    “dalla Wii”
    “ah ok”

  5. Poi “Guido” fa proprio uomo del Granducato, come dice il saggio, cioè il Giap.
    Vuoi mettere? “Mi sono trasferita in Toscana e mi sono subito procurata un Guido”. Poi un Lapo, un Dante, uno Iacopo…

  6. … Che poi è anche facile. “Guido, sono Xanthippe, ti ricordi di me? No, è che ho fatto il trasloco, sono ufficialmente residente nella casa che mi hai trovato tu, e ci tenevo a confermarti che mi ci trovo splendidamente, e tutto per merito tuo! Senti: ti invito a cena per ringraziarti, ti va?”
    Secondo me gli va.

  7. Vi avevo ingaggiati per trovarmi casa, ma ho idea che siate bravi pure nella selezione amanti della Xà.
    (Un Lapo, no. Tutti, ma non Lapo. Iacopo non è male. Andiamo avanti con il toto-nomi?)

    Oh, arriva un altro volontario addetto alla selezione!
    Ma che bravi che siete!!! :o)))

    (Ma temete che possa diventare isterica? Più di quanto già non sia?!) :-D

  8. Nu nu. Io non penso che una donna che non tromba diventi isterica. Io penso che una donna che tromba diventi più allegra. C’è una differenza.
    (Ma Giap si serve di un sistema tipo gugol maps? Che ti mostra la ripresa satellitare della zona con le freccine nei punti-maschio disponibile? E’ un’app scaricabile? Dove?)

  9. Borderina, figliola, ma grazie, cara. Lo so che la tua trooooooooppissima felicità nulla a che fare con la paghetta, che infatti resta sospesa. :o)
    Non dare retta a quell’altra che ti vuole pura e virginale, leggi pure i commenti, istruisciti, ma soprattutto… tromba!

  10. Passerei di qui per complimentarmi per la nuova casa e per augurarti le migliori cose per questa nuova avventura che vai a cominciare ma poi leggo tutti i commenti precedenti e mi rendo conto che ormai sono abbondantemente superati gli uni e gli altri…
    Che altro dire…? che non sapevo insegnassi musica eppure ho letto di trombe coniugate in tutti i modi possibili… (eh eh eh…)

    • Paluca, come si parla di trombe qui… :o)))
      Il punto è che se ne parla e basta. Teoria, teoria, teoria, nient’altro che teoria.
      Ci vorrebbe un po’ di sana e ripetuta pratica, diamine!

  11. Concordo sulla Firenze-Bologna. E poi questo è l’anno delle case! Se ti avvicini, bisognerà vedere se siamo così vicine da prenderci una birretta insieme!

      • tesoro, ho finito gli esami di stato solo ieri! è stato un vero massacro. caldone a 37 gradi fissi e commissaria stronzissima. mi sto riprendendo adesso. ma ti penso sempre, sai. baci baci.

    • Pensarmi non basta.
      Alza il culo e vieni a dare una mano!
      Ah, porta anche il Polpie, ovviamente.
      Che essere marito di una bloggheressa ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi.
      Toccherà anche a lui mostrare i bicipiti.

      • posso già anticiparti i sensi della sua compassionevole partecipazione che, tradotto, sarebbe “col cazzo, bella mia!”

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