cassetti

e poi, mentre sistemi altre cose, spunta lei
nascosta, occultata
una foto
quella foto
l’unica foto di voi due
scattata, guarda un po’ il caso o il destino, a firenze
tu e lui
lui
l’unico uomo che avresti seguito in capo al mondo
l’unico con cui avresti fatto un figlio
la guardi
sorridi
ti chiedi se sia il caso di contattarlo, dopo tanti anni, foss’anche solo per sapere come va
e poi ti dici che no, non è il caso
fa parte del passato
non fai più parte della sua vita, né lui della tua

apri i cassetti
e ad ogni cassetto si apre un cassetto della memoria
sgrani i ricordi, uno ad uno
e ti rendi conto che hai tanto amato, e sei stata tanto amata
il bilancio della tua vita, tolto il bilancio finanziario sul quale è meglio stendere un pietosissimo velo, è più che positivo
sei stata fortunata
o forse, anzi piuttosto, hai meritato le fortune che hai avuto

sguardo fisso al futuro, c’è una nuova vita da ricominciare
e sarà una vita meravigliosa

[ho una casa che è un bordello, arriverà il furgone per il trasloco e io avrò ancora mezza casa da impacchettare. e però ve lo posso dire? impacchettare la mia vita mi sta piacendo assai.]

25 thoughts on “cassetti

  1. Vivo qui da un anno e mezzo e non ho ancora finito di impacchettare.
    Una volta io, una volta mia madre, a ogni viaggio portiamo un pezzo, il Pastrugno s’è fatto un ometto ormai, cammina, parlicchia, distrugge casa, qui si vive bene, i ritmi sono di vita sono più lenti, compro la frutta e la verdura dal vicino di casa, le uova da un allevatore che sta lungo la strada per andare a lavorare.
    Lavoro tanto fuori e dentro casa e tempo per me zero, eppure quell’attimo di nostalgia c’è sempre, ogni giorno.
    Roma mi manca, non parlo solo degli affetti, mi mancano i ruderi dell’Acquedotto Claudio mentre passeggio per il parco, mi manca avere il mare vicino, mi manca il piccolo cinema sotto casa che fa proietta i film due mesi dopo l’uscita, mettendo il boglietto 4 euro… e tante altre piccole cose.
    Eppure, tornando indietro farei la stessa scelta.
    In bocca al lupo per la tua nuova vita!

    • Svivi, io devo impacchettare tutto in una volta sola, perché la mia famiglia vive altrove.
      Nostalgia… Boh, non so se avrò nostalgia. Un po’ sì, certo, è naturale e logico che sia così, ma qui non ho mai messo radici profonde, ho proprio evitato di farlo perché sapevo che sarebbe stato solo un approdo temporaneo. Gli amici, quelli sì, mi mancheranno. Ma c’è il cellulare, gli sms, internet, msn, skype. E poi c’è una stanza per gli ospiti, a casettanuova. :o)
      (Crepillupo!)

    • L’imputato è stato giudicato “non colpevole”. Alla formulazione di tale giudizio ha contribuito il ricordo delle parole di tal Carletto che, scopiazzando alacremente un certo Edgardo, scriveva: «Eh bien! on m’accuse, moi, d’imiter Edgar Poe! Savez-vous pourquoi j’ai si patiemment traduit Poe? Parce qu’il me ressemblait. La première fois que j’ai ouvert un livre de lui, j’ai vu avec épouvante et ravissement, non seulement des sujets rêvés par moi, mais des phrases, pensées par moi, et écrites par lui, vingt ans auparavant.» (Baudelaire, Correspondances, Bibliothèque de la Pléiade, ed. Gallimard, 1973, p.386)
      (Quanto adoro questa frase!!!) :o)
      [Fine della parentesi culturale]

      • Non so il francese, ma indubbiamente si capisce. Allora riporto qui una frase simile, che è nelle “Quotes” del mio blog.

        “Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.” (C.Pavese, Il mestiere di vivere)

    • No no, qua non si tratta di spunti e quant’altro, Baudelaire copiava, e copiava di brutto.
      Plagio puro, paragrafi interi presi pari pari senza cambiare una virgola.
      Ma, oh!, a me quel “frasi pensate da me e scritte da lui vent’anni prima” fa morire. E’ la firma del genio, proprio.
      Assolto con formula piena.
      :o)

    • E’ che tira fuori ricordi ormai sopiti in angoli della memoria quasi dimenticati. Ed è piacevole rievocarli, sì. Anche se il passato è passato. Ma è il mio passato. E, tutto sommato, è un bel passato. :o)
      [Alla fine il prosecco da tuo zio non siam più riusciti a bercelo, mannaggiatté!]

  2. Traslocare ti fa ritrovare un sacco di cose che avevi dimenticato di possedere… è un tuffo nel passato. Io ho traslocato una volta sola (tra due case che distano 300 metri) e mai più mi sposterò. C’è da diventar matti.

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