Le vaffanculerie della passeggiatrice solitaria

Xanthippe cammina, un occhio alla strada, un occhio al paesaggio. La stradina è sterrata, non c’è anima viva, non un rumore. E Xanthippe va, senza fretta. Un po’ cammina, un po’ passeggia, un po’ si ferma a rifarsi gli occhi. All’improvviso il suo sguardo viene attratto da qualcosa di inconsueto. Alza gli occhi e si paralizza. Il respiro è bloccato, la respirazione è azzerata. C’è una sola cosa sulla faccia della terra che la terrorizza, ed è lì, a mezzo metro da lei. E lei è sola in mezzo al nulla. Guarda meglio. Riprende a respirare. E a mezza voce, dopo un vaffanculo di prammatica, mormora: “Cazzo, se volete farmi morire d’infarto ditelo!”

45 thoughts on “Le vaffanculerie della passeggiatrice solitaria

  1. Ma come? Proprio tu, femmina tentatrice per acclamazione popolare hai timore di un serpente su un albero? Sì vabbè manca la mela e il pezzo d’uomo ignudo ma la situazione avrebbe dovuto ricordarti qualcosa!

    • Siete pessimi. E non dico altro. Voi e il micio più giù.
      Che poi, dico, vi pare il caso di dare questa idea di me, voi che mi conoscete di persona? Non dico mentire, ma almeno qualche omissis…

      (Winter, so. E il mio pensiero, infatti, è corso immediatamente a te. E ti ho mandato la foto via mms. E tu, per solidarietà, mi hai risposto con una risata. Stronza.)
      :o)

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