e poi ci sono persone che all’inizio ti lasciano un po’ così…

Talvolta la vita ti concede il tempo, la quiete, il dolce far niente necessari a riflettere su questioni che nel rapido corso della vita di tutti i giorni rimangono in larga misura inaffrontate: Con quanta precisione ricordiamo il meccanismo della fotosintesi? Siamo mai riusciti a utilizzare il termine ontologia in una conversazione? Qual è stato l’istante preciso in cui ci siamo leggermente disallineati dalla vita tutto sommato normale che conducevamo fino a quel momento, piegando in modo infinitesimale a sinistra o a destra e imboccando la traiettoria che in ultima istanza ci ha portati nel luogo in cui ci troviamo attualmente?

Jennifer Egan, Il tempo è un bastardo


e poi ci sono romanzi che all’inizio ti lasciano un po’ così, e non riesci a capire se ti piacciano o meno, ma continui a leggerli, una pagina dopo l’altra, dicendoti che alla pagina successiva li chiuderai e li metterai via, perché puoi smettere quando vuoi. ma non smetti, no, e all’improvviso ti rendi conto che non è più vero che puoi smettere quando vuoi, e che forse non è mai stato vero. e vorresti non finissero mai. e invece finiscono. con questo romanzo è andata così.

 

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