Tredici a tavola

[Personaggi e interpreti di questo post li trovate – quasi tutti – nella colonna a destra.]

Tutto è cominciato con l’ennesima minaccia, da parte mia, di regalare una bottiglia di punch al mandarino alla Rita (per quei pochi che non ne fossero ancora a conoscenza, proporre del punch al mandarino alla Rita equivale ad un chiarissimo approccio lesbo) a cui lei ha reagito proponendo di incastrare i suoi giorni in Garfagnana per cercare di vedersi. Ve lo anticipo già, l’approccio lesbo non c’è stato, causa ciclo, perciò fate pure a meno di immaginare scene di carezze e di nudo. No, quelle no. Ma di questo parliamo poi.
Io e la Rita, quindi.
A Firenze.
Ovviamente Zeus vive a Firenze, quindi impossibile farne a meno.
E tre.
La Wii sarebbe dovuta venire a giugno, poi per impegni di lavoro è stato tutto rimandato. E a quel punto l’abbiamo bell’e costretta a raggiungermi nel periodo in cui veniva la Rita.
E quattro.
Parlando col Boston, è venuto fuori che lui e Pigrazia in quegli stessi giorni erano in Italia e si sarebbero potuti liberare.
E cinque e sei.
La Perla vive a Firenze, vuoi non dirglielo?
Perla e Bibixy, sette e otto.
E poi Giap e Esse.
E la Pillow.
Io lo devo dire, all’idea di conoscere la Pillow ero un po’ preoccupata. Perché “capelli lunghi e biondi come grano maturo” l’ho sempre letta con piacere, ma non mi sono mai azzardata neanche a commentarla, tanto dà l’idea di essere ruvida e mandarti affanculo senza mandartelo a dire… E invece è stata una vera e propria rivelazione. Ruvida sì, ma splendida. E con due tette sode (sì, cari, gliele ho pastrugnate. invidiatemi. tanto, anche). E un sorriso bellissimo. E battute al fulmicotone.
Pill, la prossima volta che vieni mi devi una gricia. Poi faremo una foto e la manderemo a Zeus.

– Ma tu canti? – chiese la Pillow.
– Sì, ho una band. – la sventurata rispose.
– Appropo’, è da un po’ che non mi dedichi la nostra canzone. – vabbè, qui è facile intuire chi parla.
– No, dai, abbiamo appena finito di cenare, non c’ho voglia.
– O questo o la patata.
– She was a fast machine, she kept her motor clean, Was the best damn woman that I ever seen…

– Ecco, io… è arrivato il momento di dirtelo: sono uscita con uno.
– Embè? Qual è il problema?
– …
– Per caso lo conosco?
– Secondo te avrei questa faccia se non lo conoscessi?
– Evvabbè, che sarà mai! Non potrà mai essere peggio che essere uscita con HardRock!!!
– O_O
– BUAHAAHAHAHAH!!! Tu e HardRock!!! Stai scherzando, vero?
– …
– BUAHAHHAHAHAH!!! Scusahahahah, non ce lahahahaha faccio proprio ahahah smettere di ridere…
Se vi foste trovati, mercoledì pomeriggio verso le tre, all’Ibs di Firenze, e aveste visto una che girava per la libreria tenendosi la pancia dal ridere, ecco, quella ero io. E l’altra… l’altra ha passato un brutto quarto d’ora, lì. Pensando di essersela cavata. Lei.

E’ mattino a CasadiXà. Che sveglia la sua ospite brandendo tra le mani olio da massaggio.
– AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!
– Falla finita e girati!
– Ma… ma… ma…
– Togliti la maglietta.
– Ma io…
– Oh, senti, te la levi tu o te la levo io?
– … Ohhhh… Sposami… Ohhh, sììììììì… Ti mantengo io… Se vuoi figli, li faccio iooooddiiiooooooooooo… non devi neanche preoccuparti della gravidanza… Mhhhhhhhhhhhh… Ti do il numero del conto il banca…
– Tutto questo per un massaggio. E non hai idea dei miei pompini!

E’ pomeriggio a CasadiXà. La Wii e Giap hanno fatto appena in tempo a depositare i bagagli.
– Andiamo a Piazzale Michelangelo?
E Piazzale Michelangelo regala ai tre un arcobaleno sbalorditivo. E un artista di strada riempie di bolle di sapone un panorama già magnifico di suo (Giap, Wii, le foto!!!).

E poi la cena dal Cecchini. Tredici a tavola. Fanculo alle superstizioni. Tutto quello che è stato detto durante la cena è purtroppo coperto da omissis. Ma ce ne sarebbe per una ventina di post.

Sulla via del ritorno.
– Se scendiamo e andiamo a piedi facciamo prima.
– Oh, senti, non rompere il cazzo. E’ buio pesto, qui è pieno di curve, non conosco la strada, l’ultima volta che avevo bevuto e ho guidato ho distrutto la fiancata di una macchina, per cui vado piano.
– Ma stiamo andando a quarantalloraaaa!!!
– A trenta, anche.
– Andiamo a Piazzale Michelangelo?
Piazzale Michelangelo. Al tramonto. Di giorno. Di notte. Ti guardo, Firenze, e mi dico che ne è valsa la pena.

Vabbè, poi come dimenticare la Esse e Giap che in piena notte ci raggiungono brandendo un cuscino, con la Wii che li obbliga a fare un test psicologico, o Davide che canta (e cosa, poi! :-D), o il Bib che è sempre pronto ad immortalare la Rita mentre arrotola il tovagliolo per colpirmi (foto! foto!! foto!!!), o… o… o…
E comunque la Esse deve tornare a scrivere. Ebbasta.

Frasi memorabili

– Questa pasta è dura come il culo.

– Ma lì dentro chi c’è, Farouk Kassam?

– Ma è duuurooo!!!

– Non so come sia successo.

– Come cazzo parli?! Hai un accento fluttuante che va da Ceccherini a Marisa Laurito.

– Senti, Xà, è da un po’ che non abbiamo macchine che ci precedono o che ci seguono. Per caso vuoi mandare affanculo me, darmi del coglione o dello stronzo, per tenerti in allenamento?

32 thoughts on “Tredici a tavola

    • Ecco, a te avrebbero dovuto vietarne la visione perché non sei venuto.
      Brutta persona. Brutta, brutta persona. (cit.)

      [Ma dalle tue parti, dopo la mietitura non è successo altro?]

      • daje, lo sai che il “non voglio” è ben diverso dal “non posso” e il “non posso” in questione è un pelino opprimente…

      • Tutto perché la Wii ha detto “Glielo dico io”. Perché se fossi stata io, a dirtelo, tu ci saresti stato. Garantito al limone.

  1. La tua scelta delle frasi memorabile è, quantomeno, DISCUTIBILE.
    Al di là dell’Aldilà. comunque, la mia preferita è e resterà: “Farti un massaggio è come…”
    Be’, potrebbero esserci dei minori.

  2. L’unica cosa che mi sento dire leggendo questo post è che vi siete davvero divertiti/e

    Anch’io ho una spalla disastrata ormai da mesi e non si trova la soluzione… qualcosa di propedeutico?

    • Parecchio, sì. La cena è stata divertente, ma i momenti che l’hanno preceduta e seguita sono stati a dir poco esilaranti. ‘na manica di pazzi scatenati! :-D

      Niente che possa aggiustare una spalla disastrata, purtroppo. :-P

  3. Le foto sono da me.
    La voce della Wii che nel buio, con voce profonda ti fa domande del tipo :” immmmaaagggina di essere in una camera bianca , senza finestre, ne porte, la prima cosa che pensi è…..

    CHissà cosa avrò risposto, ma non lo voglio sapere

  4. ma di che cazzo state parlando tutti quanti?
    io ricordo solo una Biancaneve perversa, un usignolo appena fidanzato, un biondo alto un metro che mi ha morsicato le tette e delle palline di carne (non umana, credo) con il rosmarino dentro.
    ..

    • Biancaneve perversa. Definizione meravigliosa.
      Io invece ricordo di aver assistito a una discussione epocale sul valore della roba scaduta, e di aver pianto dal ridere. Bisogna rifarlo.

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