Guardi l’albero e capisci il frutto

Chiariamo, genitore testa di cazzo il cui figlio ha scaldato la sedia tutto l’anno e che tu hai giustificato tutto l’anno “perché è maschio e, si sa, i maschi vogliono giocare”.
Se ai colloqui pensi di venire a contestare il mio lavoro, il mio metodo e il mio criterio di valutazione, e pensi di farlo urlando, io ti dimostro che so urlare più di te, e ti so sputtanare, a porta chiusa, davanti a una pletora di genitori in attesa.
Perché a tutto c’è un limite.
E tu quel limite lo hai bell’e superato da mò, scartavetrandomi tutto lo scartavetrabile.
Con immutata stima.

5 thoughts on “Guardi l’albero e capisci il frutto

    • Agri, ti dirò, quelle riesco pure a sopportarle, se contestano con cognizione di causa, perché tanto rispondo punto per punto ad ogni puntino sulle I. Quello che non tollero è la gente ignorante, maleducata e arrogante, che pensa di portarsi il risultato a casa a suon di urla e minacce. Lì vado fuori dalla grazia di dio.

  1. Sulle, il punto è che se i figli sono così, è perché hanno dei genitori che andrebbero presi a randellate sui denti mattina, mezzogiorno e sera. Mai vista gente così refrattaria a tutto ciò che è impegno e dovere.

    Ze’, mi tocca darti ragione.

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