Xan VS Thippe

– alza il culo e vai a camminare su per le colline, come fai ogni giorno da quando è finita la scuola!
– guarda, io oggi passerei il turno. ho fatto un bel giro stamattina, per commissioni. lo so, non è la stessa cosa, ma…
– ti ho detto di alzare il culo e di andare a camminare!
– ma l’hai visto il cielo? e poi il meteo prevede pioggia!
– il cielo l’ho visto, c’è qualche nuvola, ma nulla di che. piantala di trovare scuse e vai a camminare!
– ma pioverà!
– no che non pioverà! al limite ti porti l’ombrello. al-za-il-cu-lo-e-vai-a-cam-mi-na-re!!!
– pioverà
– non pioverà!

sciaf… sciaf… sciaf…

Annus Horribilis

E’ stato un anno che definire orribile è poco.
Sono praticamente arrivata al penultimo giorno strisciando sui gomiti.
Con domani finisce ufficialmente la scuola “con i bimbi”, che è forse una delle poche cose che salvo di quest’anno scolastico.
Spiace dirlo, ma non mi dispiacerà non vedere per qualche mese qualche alunno. Uno in particolare. Mai, in più di 15 anni, mi era capitato di auspicarne l’assenza a scuola. Mai, in più di 15 anni, mi è capitato di auspicare che i genitori decidano di fargli cambiare scuola. In quest’anno, più di una volta, ho messo in discussione me stessa, la mia professionalità e la mia etica professionale. Ho sempre cercato, pur nei limiti del mio carattere poco incline alla diplomazia, di cercare una strada, un percorso, per collaborare con  genitori al fine di risolvere, o almeno arginare, le problematiche dei bambini. Questa volta ho trovato tante belle parole davanti e tanta merda spalata alle spalle. Ho visto alzare muri e ho di conseguenza (mea culpa) alzato muri. Mi sono sentita isolata e mi sono chiusa. Mi sono sentita attaccata e ho attaccato. L’atmosfera è diventata irrespirabile. E sono arrivata alla fine praticamente a pezzi.
Domani è l’ultimo giorno.
Poi ci saranno tutte le carte, e le riunioni, e gli “adempimenti di fine anno”.
E poi spero che sarà finita.
Perché io di quest’anno scolastico, sinceramente, non ne posso più.

Il colore del grano

Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
«Ah!» disse la volpe, «… piangerò».
«La colpa è tua», disse il piccolo principe, «io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…»
«È vero», disse la volpe.
«Ma piangerai!» disse il piccolo principe.
«È certo», disse la volpe.
«Ma allora che ci guadagni?»
«Ci guadagno», disse la volpe, «il colore del grano».

Buen camino, peregrino!

30 giorni.
708 chilometri.
1.278.298 passi.
1500 foto.
salite, discese, caldo, freddo, sole, ombra, vento, pioggia, nebbia, chinches, insolazione, caviglia destra, tendine sinistro, aquarius, zumo de naranja, vino tinto, empanadas, tortillas, paella, polpo gallego, girasoli, pale eoliche, vigneti, almendras, more, rotoballe, fontane, boschi di eucalipto, albe, tramonti, cattedrali, chiese, ermitas, campane, credenziali, sellos, conchas, flechas amarillas, nidi di cicogne, horreos, oceano.
e, nel mentre, bestemmie, risate, lacrime e incontri.
e tanto altro ancora.

cammino

Caminante, no hay camino…

Dubbi.
Perplessità.
Timori.
Guardi il bagaglio.
Quello che dovrebbe essere il futuro bagaglio.
Ci sarà da sfrondare.
L’essenziale.
Bagagli leggeri.
Bagagli, sì.
Quello che ti porterai sulle spalle.
E quello fatto di pensieri e domande, che ti accompagnerà lungo il viaggio..
Vorresti che.
Ma quello che vuoi, non è possibile.
Chiudi gli occhi, fai un lungo respiro.
Puoi farcela.
Ce la farai.