senza titolo

mi ha colpito prima ancora che entrasse in classe, il primo giorno, aggrappato alla mamma come un naufrago si aggrappa a un pezzetto di legno
mi ha colpito perché guardandolo ho rivisto te, in una vecchia foto in bianco e nero, una foto da bambino in cui sorridi
ti somigliava, e ti somiglia, e mi ricorda costantemente te, ma non sorrideva, quel giorno
era bianco come un cadavere e aveva le labbra viola
gli si leggeva il terrore sul viso

un po’ alla volta, nel corso delle settimane, si è tranquillizzato
solo un po’, però
tanto allegro e spensierato durante la ricreazione e i giochi, quanto timoroso e insicuro durante le ore di lezione
rare volte la manina alzata, rari i sorrisi, spesso forzati

fino ad oggi

è mezzogiorno e mezza, sono tutti in fila, mani lavate e pronti ad andare in mensa con zizzania
io resto in classe a correggere i quaderni su cui hanno lavorato la mattina
metà fila è fuori dalla classe, l’altra metà sta uscendo
alzo gli occhi dai quaderni, auguro loro buon appetito e buon fine settimana, poi torno ai quaderni
lui lascia la mano del compagno con cui è in fila, si avvicina alla cattedra
– ehi, m****, cosa c’è? hai dimenticato di dirmi qualcosa?
non parla, mi guarda per qualche secondo, si fa più vicino, mi sorride, mi abbraccia forte forte, mi stampa un bacio sulla guancia, mi sorride di nuovo, mi sussurra un tivogliobene veloce e va via

e io resto lì, senza parole e con un sorriso ebete sulla faccia
(tivogliobeneanch’io)

 

riassumendo

e in tutto ciò c’è che

– sto ricominciando ad avere una vita sociale

– zizzania ha fatto una grezza grezzissima di fronte a una coppia di genitori

– gli alunni dell’anno scorso mi hanno fatto patire didatticamente parlando, ma erano e restano dei bambini splendidi dal punto di vista umano

– ‘sto paesello è piccino piccino picciò e tutti sanno i cazzi di tutti in tempo reale, se non prima, e io, udite! udite!, passo per essere una maestra fantastica, il che dà l’idea di quanto le notizie possano gonfiarsi passando di bocca in bocca

– il papà figo è ancora più figo e s’è presentato con un accenno di barba sale&pepe che trattenermi dal saltargli addosso è stata un’impresa

(sì, tutto il post era solo per dirvi l’ultima cosa)

Bilancio provvisorio

LAltraCollega da adesso sarà chiamata Zizzania, e non solo perché ha la quinta di reggiseno. Non sarà molto intelligente, ed è anche un bel po’ ignorante, ma è furba, e sembra aver recepito che se mi rompe i coglioni le renderò la vita un inferno. E’ falsa come Giuda e, se potrà, continuerà a seminare zizzania, ma di terreno fertile su cui seminare ne troverà poco.
I bambini sono una meraviglia. E’ dalla prima settimana di scuola che li osservo e mi dico Vabbè, è solo l’inizio, vedrai che cambiano e poi l’inizio è passato e Vabbè, ti staranno studiando, vedrai che cambiano, e poi… e poi… e poi… Ma la scuola è cominciata da più di un mese e – tranne un paio di belvette che andranno (e saranno) domate – ho una classe di bambini meravigliosi. Di quelli che ti fanno entrare in classe contenta e te ne fanno uscire ancor più contenta.
Genitori. Per la prima volta non posso dire, come ero solita fare, I genitori sono il Male. Certo, ce ne sono un paio che avranno bisogno di essere messi rapidamente in riga, ma nelle prossime settimane capiranno, oh, se capiranno!

Poi un giorno vi parlerò anche dei pargoli e dei genitori dell’anno scorso. E del fatto che i pargoli appena possono passano a scuola a salutare e ad abbracciare e a raccontare e che i genitori si uozzappano e si feisbuccano per organizzare pizzebbirra con la maestra Xanthippe. Ma questo lo farò un’altra volta. O forse l’ho appena fatto.

Manca solo qualcuno da abbracciare guardando il panorama di Firenze da Piazzale Michelangelo. E’ il prossimo passo.

un post un po’ triste e un po’ no. il pampero cola ha contribuito, io ve lo dico

e nulla.
che sia stato un anno complicato, credo sia stato piuttosto facile arguirlo dalla mia assenza, o scarsa presenza, qui.
complicato, sì, in tutti i fottutissimi sensi.
il trasloco, il distacco, il paesello dove tutti sanno chi sei prima ancora di vederti, la scuola nuova, le colleghe fantastiche, i genitori megliostendereunpietosovelo, la lontananza, la famiglia lontana, gli amici lontani, la solitudine, la difficoltà di ricominciare… no, non è stato un anno facile, proprio no.
31 maggio, tra una settimana giusta finisce la scuola. quella coi bambini, ché poi c’è la scuola delle carte e delle riunioni.
bilancio? resto ottimista e dico “in pari”. e in quell'”in pari” a fare la differenza c’è firenze. e quel bischero là, quel padre degli dei che adesso è in vacanza e non mi legge, e a cui dico grazie di esserci stato e di esserci.
un anno complicato, sì.
ma vedo la luce in fondo al tunnel.
non mi resta che camminare, un passo dopo l’altro, verso la luce.
ce la posso fare.

Ce la farà prima lui o voi?

Xanthippe scrive: ho bisogno di un fidanzato
Zeus scrive: vabbè. a che punto è la ricerca?
Xà scrive: neppure iniziata
Zè scrive: ecco
Xà scrive: me lo devi trovare tu. scusa, ne’… trovi case, furgoni, macchine… me lo saprai trovare un fidanzato, no?
Zè scrive: ma serve uno per guardare la tv col plaid sulle ginocchia o uno per fare capriole su un plaid?
Xà scrive: tutteddue
Zè scrive: seeee buonanotte
Xà scrive: e che sappia cucinare. e stirare. e che non sia maniaco dell’ordine
Zè scrive: soprattutto. l’ordine dico
Xà scrive: prrrrrrrrrrrrr
Zè scrive: uno studioso delle teorie sul caos

Che una, poi, fa certe richieste a uno che c’ha il blog che si chiama Puppamelo e si aspetta che la prenda sul serio.
Trovatemelo voi un fidanzato, va’.
Inutile dirvi che deve essere anche intelligente, ironico e figo.
Sull’eterosessualità sono disposta a soprassedere, va bene anche bisex.
Così poi non può rompere le palle per la bibliotecaria.