Un dio e una tartaruga

– Quello che veramente non sopporto è che mi sta calando la vista…
– Saranno state le troppe seghe.
– Parla quella che ha consumato l’elefantino.
– E tu come fai a sapere che ho un elefantino?
– Evidentemente dimentichi da quanto tempo ci conosciamo. E quante cose io so di te e tu di me.

Quello che non dimentico è quella sera di svariati anni fa alle Oblate. Un giubbotto rosso e un casco in mano. E una persona splendida, che da quel giorno è diventata una presenza importante nella mia vita.

(Ti voglio bene, testappinolo!)

“Je suis Charlie” – l’amante francese

– Novità?
– Nulla di che. A parte una cosa che mi ha fatto ridere. Hai presente tutto quello che è successo in questi giorni a Parigi?
– Eh.
– L’amante francese viveva a Parigi. Da diversi anni non ci vive più, ma ci va abbastanza spesso per lavoro. Quando ho visto quello che stava succedendo a Parigi, gli ho mandato una mail, una sola frase: “Tu non sei a Parigi, vero?”.
– …
– Lui deve aver capito una cosa per un’altra, perché mi ha risposto: “Tu sei a Parigi??? No, io sono a ***, lo sai. Ma è a soli 380 km da Parigi. Ti raggiungo?”. Io leggevo e ridevo. Non mi sposterei neanche di 38 km, e questo se ne viene con “è a soli trecentottanta chilometri”.
– Certo che devi averci fatto dei numeri non indifferenti, con questo, per lasciargli certi ricordi…

La mennulara

– Ma mi spieghi perché le devi comprare qui, ‘ste piante? Non ce l’hai un vivaio, giù da te?
– Sì, ma poi finisce che tra una cosa e l’altra non ci vado e addio piante. E io invece voglio prenderle e portarle giù quando scendo a Pasqua. Allora, mi accompagni o no?

Mi ha accompagnata.
Con la sua macchina.

Adesso mi ritrovo proprietaria di un mandorlo meraviglioso.

Che non mi entra in macchina.