Quel che c’è di bello

Quel che c’è di bello in questa tesi che mi sta facendo abbastanza dannare, perché dopo una giornata coi piccoli mostri e riunioni a non finire è abbastanza complicato mettersi sui libri a studiare e a scrivere, quel che c’è di bello, dicevo, è che ti trovi a rileggere e a studiare quegli argomenti che adoravi all’università, e leggi, e sorridi, soddisfatta e appagata, perché il pensiero umano è qualcosa di meraviglioso.
E nulla, leggevo questa citazione di Calvino e mi è spuntato un sorriso.

“Ogni nuovo libro che leggo entra a far parte di quel libro complessivo e unitario che è la somma delle mie letture. Questo non avviene senza sforzo: per comporre quel libro generale, ogni libro particolare deve trasformarsi, entrare in rapporto coi libri che ho letto precedentemente, diventarne il corollario o lo sviluppo o la confutazione o la glossa o il testo di referenza. Da anni frequento questa biblioteca e la esploro volume per volume, scaffale per scaffale, ma potrei dimostrarvi che non ho fatto altro che portare avanti la lettura d’un unico libro.”
Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore

Di merende, altalene, salti con la corda e bolle prossemiche

– Lo sai anche tu, l’inizio dell’anno scolastico è cominciato nel peggiore dei modi, e i primi mesi sono stati tutti in salita, e sappiamo per colpa di chi. Ora per fortuna le cose si sono aggiustate, e mi pare che si respiri un clima molto più sereno e fiducioso. Certo, qualcuno è rimasto fermo sulle proprie posizioni, ma non si può piacere a tutti, e per fortuna sono pochi. E se si organizzasse qualcosa per stare assieme, a fine anno, maestre genitori e bimbi? Che so, un picnic, una merenda? Chissà, forse vedendomi in un contesto diverso, più disteso, e vedendo anche il modo in cui mi rapporto con i bimbi, anche lo “zoccolo duro” potrebbe cominciare a sciogliersi un po’.
– Sarebbe un’idea carina. Provo a chiedere sul gruppo dei genitori.

Lo zoccolo duro non c’era, ha preferito declinare l’invito. Ma tutti gli altri sì. Ed è stato un pomeriggio di chiacchiere, risate, giochi, sudate, abbracci e baci.
Un bellissimo pomeriggio assieme a persone splendide.

Penso a un anno fa, a quando contavo i giorni all’alba per scappare dalla vecchia scuola.

Penso ai primi mesi di quest’anno, e all’idea di essere caduta dalla padella nella brace. E a come tutto si sia poi, fortunatamente, risolto, un passo alla volta.

La scuola sta per finire e, forse per la prima volta, mi dispiace un po’.