Il colore del grano

Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
«Ah!» disse la volpe, «… piangerò».
«La colpa è tua», disse il piccolo principe, «io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…»
«È vero», disse la volpe.
«Ma piangerai!» disse il piccolo principe.
«È certo», disse la volpe.
«Ma allora che ci guadagni?»
«Ci guadagno», disse la volpe, «il colore del grano».

schegge

e ogni tanto mi chiedo che ne è di te
e poi mi dico che starai continuando, come al solito, la tua vita
una vita che non ti piace, o almeno così dicevi, ma continui a vivere quella
e, per sopportarla, avrai un’amante
o forse due
da un capo all’altro dello stivale
che tanto guidare non ti fa fatica

e ogni tanto mi chiedo se ti chiedi che ne è di me
ma la risposta non ha importanza

e stasera mi chiedo perché cazzo m’è venuto di pensarti
e di aver nostalgia

fanculo

Se avessi saputo…

…ti avrei abbracciato più forte?
…ti avrei detto parole mai dette prima?
…avrei cercato di fissare nella mente i ricordi di quei momenti?

Quando l’ultima volta ti prende a tradimento, senza avvertirti, ti lascia lì, così, col pensiero di quello che avresti fatto se avessi saputo. E che è ormai irrimediabilmente troppo tardi per fare.