Catone con la sua “Delenda Carthago” rompeva meno i coglioni

– Senti, zio, visto che mamma non se ne ricorda, lo chiedo a te. A scuola sta girando la scarlattina. Che tu sappia, io l’ho avuta?
– No.
– Checculo! Sei sicuro?
– Quasi del tutto. Visto che si sta parlando di scuola, parliamo di cose serie. Hai fatto la domanda di trasferimento?

Mesi che mi si lavora ai fianchi.
Mesi che ogni incontro, dialogo, conversazione si conclude con la stessa domanda.

– Hai fatto la domanda di trasferimento?
– Sì.
– Oh, bene! Brava! Finalmente!
– L’ho fatta quattro anni fa.

E nulla, non ha apprezzato.

Nutrire il corpo e la mente

Persecuzione – Alessandro Piperno
Pesto di basilico
Fiore di tuono – Jean Teulé
Caponata di manzo
L’amica geniale – Elena Ferrante
Salsa di pomodoro
Storia del nuovo cognome – Elena Ferrante
Pesto di rucola
Storia di chi fugge e chi resta – Elena Ferrante
Zucchine sott’olio
Il Trono di spade – George R. R. Martin
Melanzane sott’olio
Stoner – John Williams

E siamo solo al 24 luglio.

Un post che non vedrà mai la luce. Forse.

Come spiegavo in un post di qualche anno fa,  Un post che non vedrà mai la luce è il titolo dei pvt (quando c’erano i pvt su splinder; ora sostituiti dalle mail) che mando a Winter quando c’è qualcosa di succoso, o significativo, o anche solo qualche cazzata che potrebbe diventare un post, ma che rimane riservato a lei.
Anche questo post sarebbe stato destinato a rimanere tale.
Su richiesta di Winter, che mi ha intimato di uscire il post, potrete gioire anche voi del privilegio che le riservo o, a seconda del punto di vista, potete compiangerla meglio.

– Andiamo ad Assisi, vieni?
– Zio, senti, io ti voglio tanto bene, lo sai, ma preferisco di no.
– Perché? Dai, così stiamo qualche giorno assieme. Sono anni che non stiamo assieme un paio di giorni.
– Vabbe’, verrete a trovarmi a Firenze, no? Hai voglia il tempo che staremo assieme!
– Lascia perdere Firenze, adesso, stiamo parlando di altro. Dai, vieni ad Assisi!
– None!
– Vabbe’, pensaci.
– Ci ho già pensato.
– Pensaci ancora, la notte porta consiglio.

Che nipote ingrata! Suo zio, persona a cui è affezionatissima, è da una settimana che, a giorni alterni, le chiede di accompagnarlo ad Assisi, assieme a un ristretto gruppo di persone, così avranno l’occasione di passare del tempo assieme, e lei, ingrata, è da una settimana che rifiuta, rifiuta, fortissimamente rifiuta. Che ingrata! Ingrata e asociale.
Eh.

Zoom indietro, panoramica sulla famiglia, côté religione e affini. Famiglia cattolica. Famiglia cattolica e praticante. Famiglia cattolica, praticante, con una suora di clausura nell’albero genealogico. Famiglia cattolica, praticante, con una suora di clausura e una suora laica – due sorelle – nell’albero genealogico. Una sola pecora nera in questa famiglia cattolica, praticante, con una suora di clausura e una suora laica nell’albero genealogico. Una sola pecora nera – indovinate chi? – che resiste strenuamente a qualsiasi tentativo di farla rientrare nell’ovile e uno zio che, altrettanto strenuamente, cerca di riportarcela, in tutti i modi.

Dissolvenza. Immagini in bianco e nero. E’ un pomeriggio d’inverno di circa vent’anni prima. Xanthippe e suo zio sono assieme in macchina. A un certo punto suo zio le dice che prima di rientrare a casa faranno una piccola deviazione. Si fermano davanti a una casa, bussano, un signore anziano apre la porta, lo zio fa le presentazioni. Xanthippe è piuttosto disinteressata, ma educatamente saluta, entra, si siede vicino al caminetto acceso, chiacchiera con quel vecchietto gentile e affabile, risponde alle sue domande. Domande che a un certo punto virano sulla religione. Xanthippe, pacatamente ed educatamente, fa presente al vecchietto gentile ed affabile di non essere interessata all’articolo. Dopo un po’ i due – vecchietto gentile ed affabile e zio – la lasciano vicino al caminetto e si allontanano. Quando i due rientrano è tempo di saluti. Xanthippe non fa tante domande, non vede secondi fini dietro quella visita. E perché mai, poi? In fondo sono solo andati a trovare un vecchietto gentile ed affabile. O almeno così crede.
Come scoprirà tempo dopo, quella visita non era stata casuale per nulla. Come scoprirà tempo dopo, suo zio, in un ennesimo tentativo di ricondurla all’ovile, l’aveva portata da quel vecchietto gentile ed affabile. Come scoprirà tempo dopo, quel vecchietto gentile ed affabile era un esorcista! Esatto. Un esorcista.

E adesso ditemi: voi ci andreste ad Assisi con uno zio pazzo schizzato che vent’anni prima vi ha portati da un esorcista perché temeva che foste posseduti? Eh? Ci andreste, voi? Xanthippe no. Lei non va. Xanthippe ha una paura fottuta di finire chiusa a doppia mandata nella Porziuncola, lei. Provate a darle torto.