Se non lo nomini non esiste

Gli aborigeni non credevano all’esistenza del paese finché non lo vedevano e lo cantavano: allo stesso modo, nel Tempo del Sogno, il paese non era esistito finché gli Antenati non lo avevano cantato.
«Quindi, se ho capito bene, la terra deve prima esistere come concetto mentale. Poi la si deve cantare. Solo allora si può dire che esiste».
«Esatto».

Bruce Chatwin, Le vie dei canti

“Fanculo gli aborigeni!” (cit.)

seuils

“Lo sai che fra la fine e il nuovo inizio c’è un mondo di mezzo? È il tempo ferito, Jean Perdu. È una palude dove si raccolgono sogni, paure e intenzioni perdute. I passi in questo tempo si fanno più pesanti. Non sottovalutare questa stazione di passaggio fra la fine e il nuovo inizio, Jeanno. Datti tempo. A volte le soglie sono così grandi che non si possono superare con un passo solo.”

Nina George, Una piccola libreria a Parigi

[lettura prima di iniziare un nuovo anno scolastico che chissà come andrà perché le nomine annuali devono ancora farle e non so chi mi capiterà quest’anno come collega, e, vista la precedente, tanto tanto tranquilla non sono…]