E siamo solo a due settimane dall’inizio

Pausa ricreazione.
Lui piange, disperato, accusato per qualcosa che dice di non aver fatto.
Lei lo aggredisce verbalmente, urlandogli che non vede l’ora di parlare con i genitori, nel pomeriggio, per dirgliene quattro.
Lui, tra le lacrime, cerca di difendersi, afferma di non aver fatto quello di cui lo si sta accusando.
L’altra assiste, un po’ impotente, un bel po’ incazzata, perché certi modi e certi termini non riesce a tollerarli. Poi lascia la classe e va a chiedere lumi a una persona presente al “fattaccio”. E scopre che lui non sta mentendo, che sta difendendo, tra le lacrime, la sua verità, che è poi LA verità, mentre lei lo accusa di mentire.
Rientra in classe e, tra i pianti di lui e le urla di lei, smentisce la di lei versione e le dice di darsi una buona calmata, visto che lo sta accusando ingiustamente.
Lei cerca di continuare ad accusarlo, cambiando i termini dell’accusa, e di fatto arrampicandosi sugli specchi. Segue una litigata epocale, con lei che, con una faccia come il culo, chiede all’altra di appoggiarla durante l’incontro con i genitori, “perché così si fa” e l’altra che le risponde “ma te lo puoi sognare!”.
Segue, a fine scuola, l’incontro con i genitori, durante il quale lei, capino basso, ammette davanti ai genitori di essere partita prevenuta e di averlo ingiustamente accusato ed aggredito.
L’altra si aspetta ritorsioni, ma è preparata.

Sarà un anno scolastico col coltello tra i denti.

Arance e cioccolato di Modica

Io ve lo dico: se ‘sta stronza ignorante e incompetente continua a cagare il cazzo, obbligandomi a discutere davanti ai genitori durante i colloqui per la consegna delle pagelle (sì, è successo anche questo, e vabbè, le figure di merda, continuate e ripetute, le ha fatte lei, questo era fuori discussione, ma mettermi nella posizione di dover discutere, davanti a un genitore, per farti capire quanto sei deficiente, è una di quelle cose che mi mandano fuori dalla grazia del padreterno) voi mi dovrete portare arance e cioccolato di Modica, io ve lo dico.
E Giap mi dovrà procurare un avvocato penalista. Che pagherò in natura.

Il seppuku dell’ultimo congiuntivo

Io le ho dato corda.
E con quella corda, come prevedibile, Zizzania ci si sta impiccando.
Stamattina cercava di arginare la valanga che sta irrimediabilmente per travolgerla, e cercava di ricondurre a miti ragioni la sottoscritta, causa, a suo dire, di tutto il casino nel quale si è cacciata.
– Io da adesso in poi con te avrò solo rapporti professionali…
– …
– E’ da dieci anni che io lavoro come supplente e non ho mai avuto problemi con nessuno…
– …
– …e quindi il problema non sono io, ma sei tu che sei poco elastica. Se ti rilasseresti un attimo…
– Ti rilassassi.
– Ah… Eh, sì sì, ti rilassassi. E’ per via del nervoso.
– Sarà.

ma tu vedi se ogni giorno non devo buttar giù santi dal paradiso

scuola finita, ciao bambini ciao, ciao genitori ciao, è stato un piacere.
si fa per dire.
riunioni, carte, altre riunioni, altre scartoffie, il peggio è passato.
così sembrava.
perché da qualche giorno girano voci, circolano notizie, si fanno ipotesi e illazioni, spuntano proteste e proposte.
e io prevedo una di quelle inculate che lèvati.
staremo a vedere.
ci sta che, se va come presumo, questa scuola mi vedrà il prossimo anno e poi basta.
perché io mi sarei bell’e rotta i coglioni di togliere le castagne dal fuoco a gente che non ha voglia di fare un cazzo e riparare i danni fatti da gente incapace.
vedremo.
intanto bestemmio.

A tirar troppo la corda

– Quando l’ho accompagnata all’uscita aveva le lacrime agli occhi, quasi piangeva.
– E dovrei esserne dispiaciuta?
– No no, dicevo solo per dire. Dopo che t’ha rotto i coglioni per tutto ‘sto tempo era il minimo. Anzi, mi meraviglia che tu sia riuscita a tenere a freno la lingua.

L’incontro di oggi con la signora B., undicesima piaga d’Egitto, è stato egregiamente gestito – su mia richiesta – da CollegaAMezzoServizio e CollegaTenero. Io ho tenuto la bocca chiusa – su loro richiesta – tutto il tempo. Me la sono morsa, anche, diverse volte. Zitta. Muta. Poi, oh!, quando già aveva capito di aver pestato una merda ha fatto la cazzata di guardarmi – non l’aveva mai fatto in mezz’ora – e chiedermi se avevo qualcosa da dirle.
Avrò parlato per trenta secondi. Forse anche meno.
Mi sa che devo seguire un corso base di diplomazia. Forse anche no.