La mennulara

– Ma mi spieghi perché le devi comprare qui, ‘ste piante? Non ce l’hai un vivaio, giù da te?
– Sì, ma poi finisce che tra una cosa e l’altra non ci vado e addio piante. E io invece voglio prenderle e portarle giù quando scendo a Pasqua. Allora, mi accompagni o no?

Mi ha accompagnata.
Con la sua macchina.

Adesso mi ritrovo proprietaria di un mandorlo meraviglioso.

Che non mi entra in macchina.

Scusate il ritardo…

Corso di aggiornamento, oggi pomeriggio.
Una palla di corso di aggiornamento, a dire la verità.
Il depositario del verbo è verboso, gira e rigira e non arriva mai al dunque, dopo due ore sei lì a chiederti cosa s’è fatto ed esci con la sensazione di aver buttato via due ore del tuo tempo.
Oggi terzo incontro.
Dopo una giornata di scuola e diverse ore buche passate a correggere quaderni, mangiare, stilare una lista di libri da comprare per i pargoli, leggere e cazzeggiare, al suono della sveglietta Xanthippe chiude tutto e si avvia a sprecare altre due ore.
Entra nell’aula, si guarda attorno e va a sedersi vicino a due colleghe. L’aula è quasi vuota, evidentemente, nonostante i suoi cinque minuti di ritardo, c’è chi è più in ritardo di lei.
Dopo mezz’ora Xanthippe è bell’e stufa, un’altra ora e mezza da passare, un’oremmezza che si prevede eterna. Nota che nel frattempo nessun altro si è aggiunto. Una marea di corsisti che han fatto forca, beatalloro!
– Mado’, ma quando finisce? Non ne posso più!
– Ma vieni da casa?
– Ma no, sono rimasta a scuola, non valeva la pena fare anda e rianda da casa. Ho mangiato, corretto, letto…
– Scusa, ma a che ora hai finito, oggi?
– A mezzogiornemmezza.
– E ti sei presentata mezz’ora fa?!
– Sì, vabbe’, lo so, i soliti cinque minuti di ritardo…
– Cinque minuti?! Guarda che noi avevamo cominciato da un’ora!
– Da un’ora? Scusa, ma non cominciava alle quattro?
– No! Cominciava alle tre!
– Ops! E tu pensa che ero in macchina, sotto l’albero, nel parcheggio della scuola, e mi son fatta pure mezz’ora di pennica…

Fate la vostra buona azione quotidiana. All’alba, così siete a posto tutto il giorno.

Ho dimenticato il cellulare a scuola.
Il cellulare funge da orologio (l’unico funzionante in questa casa, anche se gli altri, piccati, potrebbero dirvi che loro segnano l’ora esatta due volte al giorno) e da sveglia (idem come sopra).
Domani “somministro”, perciò devo essere a scuola alle settemmezza per compilare carte.

Riepilogo:
– devo alzarmi prestissimissimo;
– non ho orologi né sveglie in casa.

Chi di voi si sveglia presto presto la mattina e si assume l’onere (e gli onori) di buttarmi giù dal letto alle seievventi?
Scrivetemi una mail, che vi do il numero di casa, così mi chiamate.

[No, Ze’, non è una scusa per tirar su numeri di telefono. Appropo’, a che ora ti svegli la mattina?]