La rupe dei congiuntivi suicidi

Prima o poi mi mena.
E’ quello che penso ogni volta che apro l’agenda e trascrivo le sue perle per non correre il rischio di dimenticarle.
Prima o poi mi becca e mi mena.
Sto parlando di Zizzania, ovviamente.
A fine anno scolastico, sempre che io ci arrivi viva, le sue perle saranno raccolte in un post.
Trascriverle è l’unica maniera che ho di sublimare la violenza che mi ispira quando la sento parlare.
I congiuntivi, Zizzania, nella tavola dei verbi non deve averli mai visti, perché non li usa mai.
E io me li immagino in fila, quei congiuntivi, in cima a una rupe.
– Bambini, voglio che voi dite a casa che…
E un congiuntivo si butta giù.
– Ciao. Ci sono degli avvisi nei quadernetti. Te li ho lasciati sulla cattedra. Credo che sono per te.
E un altro congiuntivo si lancia.
– Voglio che i genitori lo sanno…
E un altro congiuntivo ancora, per essere sicuro di suicidarsi, fa seppuku durante il lancio.
Spero che qualcuno di voi è in grado di impararmi a usare il training autogeno.
Perché mi sa che prima o poi la meno io.

Quanto può essere utile uno vissuto in una famiglia di concessionari d’auto

– Ex…
– Checcè?
– Ho un problema.
– Di che si tratta?
– Niente, è che stavo mettendo in ordine e a un certo punto, aprendo una scatolina, che è quella dove ho sempre tenuto la seconda chiave della macchina, mi sono resa conto che non c’è più. Sono due ore che cerco, ho praticamente sbaraccato casa, ma non la trovo da nessuna parte. Come la risolvo?
– Cerca meglio.

Poi dice che non è vero che i vaffanculo se li va a cercare.

Questa e poi smetto

Giuro, vi racconto questa, e poi festa finita sui genitori rompicoglioni che ho avuto in sorte quest’anno. Anche perché consegna schede e ciao, genitori, ciao!

Qualche settimana fa.
– Allora, cosa si fa con i libri per le vacanze?
– Delle due l’una: o si dà lo stesso libro a tutti, e poi per i bambini in difficoltà si tolgono le parti che per loro sarebbero troppo complicate, oppure si opta per due libri diversi, di cui uno più semplice.
– Tu che dici?
– Io sono per i due libri. Ma tanto, con la signora Grazzie come ti muovi sbagli, e quindi vedrai che avrà sicuramente da ridire.

Oggi.
– Oh, senti, questa te la devo raccontare. Ieri ho incontrato la signora Grazzie. Era appena andata a comprare il libro per le vacanze, ed era incazzata nera. Mi guarda e mi fa: Che schifo, mia figlia ha lavorato tutto l’anno come una matta e poi le hanno dato un libretto da bambini piccoli. Guarda, guarda qua, c’è scritto Piccoli anche sulla copertina, che umiliazione!

Sì, in effetti sulla copertina c’era proprio scritto Piccoli.

La patata ferita

Nulla, c’è ‘sta barzelletta che conosco da una vita e che mi fa sempre ridere. E che qualche giorno fa m’è tornata in mente. E lo so che una barzelletta scritta non vale quanto una raccontata, ma io ve la scrivo lo stesso.
E nulla, ci sono gli apostoli riuniti che confabulano di una questione importante ma importante assai: Gesù non ha mai… ehm… ecco… giaciut… oh!, pane al pane, non ha mai trombato con una donna, e gli apostoli pensano che sia arrivata l’ora che sopperisca a una tale, grave mancanza. E così lo portano in un bordello, gli dicono di scegliere una delle donne, e che poi una volta in ballo capirà come ballare. Gesù sceglie la Maddalena e i due si appartano in una camera. Gli apostoli restano nell’atrio e aspettano, piuttosto ansiosi. Dopo un po’ si sente un urlo. Poi un altro.
Gli apostoli si guardano, compiaciuti, con l’espressione da “Ah però! Vedi un po’ che combina…”
Poi la Maddalena esce correndo dalla camera, nuda, con le mani a coprire le pudend… insomma, con le mani sulla patata, gridando: – Disgraziato! Che mi hai fatto! Mi hai rovinata!!!
Gli apostoli entrano e trovano Gesù ancora vestito, piuttosto perplesso.
– Gesù, ma che hai fatto?!
– Io… io… non capisco.
– Racconta dall’inizio.
– Allora, siamo entrati, e lei è stata molto gentile, mi ha detto di mettermi a mio agio.
– Bene. E poi?
– Poi ha cominciato a spogliarsi. Si è tirata giù la tunica fino alla vita, lasciando i seni scoperti.
– Bene. E poi?
– Poi ha lasciato cadere la tunica e tra le gambe… tra le gambe…
– Sì?
– Ho visto che aveva un taglio. Una ferita. E l’ho guarita.