escono dalle fottute pareti. ma quando è troppo tardi

ma tutta ‘sta gente che mi incontra per strada e mi abbraccia e mi saluta coi lacrimoni e si rammarica perché me ne vado e va dalla preside a dire che non vuole zizzania e organizza incontri con gli altri genitori in piena estate per concordare il da farsi e mi chiede se sia possibile in qualche modo che io resti,

tutta ‘sta gente, mentre zizzania in questi due anni mi rendeva la vita un inferno, dove cazzo era?

Bilancio

E’ a fine giugno che un insegnante fa il bilancio, non a dicembre.
Ed è il primo settembre che fa i buoni propositi per l’anno nuovo, non a gennaio.

E il bilancio di quest’anno è negativo.
Ma negativo assai.
Si salvano solo i bambini.
Meravigliosi.
Tutti.
Anche quelli che mi facevano uscir di cranio.
Mi mancano già.

Propositi per l’anno nuovo?
Si faranno a settembre, una volta vista la piega che prenderà il nuovo anno scolastico.
E a quel punto si deciderà se restare o cambiare.
Ma un altro anno così, mai più.
Mai, mai più.

Domani, ultimo collegio docenti.
E poi a casa.
A fare il pieno di affetto e di energie.
E di conserve. :o)

riassumendo

e in tutto ciò c’è che

– sto ricominciando ad avere una vita sociale

– zizzania ha fatto una grezza grezzissima di fronte a una coppia di genitori

– gli alunni dell’anno scorso mi hanno fatto patire didatticamente parlando, ma erano e restano dei bambini splendidi dal punto di vista umano

– ‘sto paesello è piccino piccino picciò e tutti sanno i cazzi di tutti in tempo reale, se non prima, e io, udite! udite!, passo per essere una maestra fantastica, il che dà l’idea di quanto le notizie possano gonfiarsi passando di bocca in bocca

– il papà figo è ancora più figo e s’è presentato con un accenno di barba sale&pepe che trattenermi dal saltargli addosso è stata un’impresa

(sì, tutto il post era solo per dirvi l’ultima cosa)

ma tu vedi se ogni giorno non devo buttar giù santi dal paradiso

scuola finita, ciao bambini ciao, ciao genitori ciao, è stato un piacere.
si fa per dire.
riunioni, carte, altre riunioni, altre scartoffie, il peggio è passato.
così sembrava.
perché da qualche giorno girano voci, circolano notizie, si fanno ipotesi e illazioni, spuntano proteste e proposte.
e io prevedo una di quelle inculate che lèvati.
staremo a vedere.
ci sta che, se va come presumo, questa scuola mi vedrà il prossimo anno e poi basta.
perché io mi sarei bell’e rotta i coglioni di togliere le castagne dal fuoco a gente che non ha voglia di fare un cazzo e riparare i danni fatti da gente incapace.
vedremo.
intanto bestemmio.

Questa e poi smetto

Giuro, vi racconto questa, e poi festa finita sui genitori rompicoglioni che ho avuto in sorte quest’anno. Anche perché consegna schede e ciao, genitori, ciao!

Qualche settimana fa.
– Allora, cosa si fa con i libri per le vacanze?
– Delle due l’una: o si dà lo stesso libro a tutti, e poi per i bambini in difficoltà si tolgono le parti che per loro sarebbero troppo complicate, oppure si opta per due libri diversi, di cui uno più semplice.
– Tu che dici?
– Io sono per i due libri. Ma tanto, con la signora Grazzie come ti muovi sbagli, e quindi vedrai che avrà sicuramente da ridire.

Oggi.
– Oh, senti, questa te la devo raccontare. Ieri ho incontrato la signora Grazzie. Era appena andata a comprare il libro per le vacanze, ed era incazzata nera. Mi guarda e mi fa: Che schifo, mia figlia ha lavorato tutto l’anno come una matta e poi le hanno dato un libretto da bambini piccoli. Guarda, guarda qua, c’è scritto Piccoli anche sulla copertina, che umiliazione!

Sì, in effetti sulla copertina c’era proprio scritto Piccoli.

E un altro anno è andato

– Oh, vi rendete conto che domani sarà l’ultimo giorno? L’ultimo giorno delle elementari, l’ultimo giorno che starete assieme, l’ultimo giorno che staremo assieme… Sensazioni? Emozioni? Reazioni?
– Xanthippe, io l’altra sera ho pianto…
– Io ho pianto stamattina.
– Io già so che piangerò domani.
– E tu? Ti mancheremo?
– Io ‘un vedo l’ora che vi togliate dai tre passi.
– Bujaaarda!!!

Già.
:o)

Be the best of whatever you are

un post un po’ triste e un po’ no. il pampero cola ha contribuito, io ve lo dico

e nulla.
che sia stato un anno complicato, credo sia stato piuttosto facile arguirlo dalla mia assenza, o scarsa presenza, qui.
complicato, sì, in tutti i fottutissimi sensi.
il trasloco, il distacco, il paesello dove tutti sanno chi sei prima ancora di vederti, la scuola nuova, le colleghe fantastiche, i genitori megliostendereunpietosovelo, la lontananza, la famiglia lontana, gli amici lontani, la solitudine, la difficoltà di ricominciare… no, non è stato un anno facile, proprio no.
31 maggio, tra una settimana giusta finisce la scuola. quella coi bambini, ché poi c’è la scuola delle carte e delle riunioni.
bilancio? resto ottimista e dico “in pari”. e in quell'”in pari” a fare la differenza c’è firenze. e quel bischero là, quel padre degli dei che adesso è in vacanza e non mi legge, e a cui dico grazie di esserci stato e di esserci.
un anno complicato, sì.
ma vedo la luce in fondo al tunnel.
non mi resta che camminare, un passo dopo l’altro, verso la luce.
ce la posso fare.