Quel che c’è di bello

Quel che c’è di bello in questa tesi che mi sta facendo abbastanza dannare, perché dopo una giornata coi piccoli mostri e riunioni a non finire è abbastanza complicato mettersi sui libri a studiare e a scrivere, quel che c’è di bello, dicevo, è che ti trovi a rileggere e a studiare quegli argomenti che adoravi all’università, e leggi, e sorridi, soddisfatta e appagata, perché il pensiero umano è qualcosa di meraviglioso.
E nulla, leggevo questa citazione di Calvino e mi è spuntato un sorriso.

“Ogni nuovo libro che leggo entra a far parte di quel libro complessivo e unitario che è la somma delle mie letture. Questo non avviene senza sforzo: per comporre quel libro generale, ogni libro particolare deve trasformarsi, entrare in rapporto coi libri che ho letto precedentemente, diventarne il corollario o lo sviluppo o la confutazione o la glossa o il testo di referenza. Da anni frequento questa biblioteca e la esploro volume per volume, scaffale per scaffale, ma potrei dimostrarvi che non ho fatto altro che portare avanti la lettura d’un unico libro.”
Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore

La prima volta non si scorda mai

I primi occhiali da lettura*.

La prima cheesecake**.

La prima tesi di laurea***.

*Quando il braccio diventa troppo corto per la messa a fuoco, forse è il caso di valutare che sì, hai bisogno di mettere gli occhiali.
**Preparata stasera, domani saprò se ne è valsa la pena.
***Dopo aver accantonato il tutto per anni, mi sono finalmente decisa a chiudere il capitolo. Entro la fine del 2017. Che fatica, riprendere in mano le sudate carte!

L’estate che veniva con le nuvole rigonfie di speranza…

Mi sono liberata di Zizzania.

Ancora qualche giorno, e mi sarò liberata anche della preside. Che tanto tanto meglio di Zizzania non è.

Ho poco più di un mese per trovare un altro appartamento.
Oggi ho visto il primo. Definirlo un tugurio è fargli un complimento.

L’estate è venuta. Con le nuvole rigonfie di speranza.
Speriamo in bene.

un post un po’ triste e un po’ no. il pampero cola ha contribuito, io ve lo dico

e nulla.
che sia stato un anno complicato, credo sia stato piuttosto facile arguirlo dalla mia assenza, o scarsa presenza, qui.
complicato, sì, in tutti i fottutissimi sensi.
il trasloco, il distacco, il paesello dove tutti sanno chi sei prima ancora di vederti, la scuola nuova, le colleghe fantastiche, i genitori megliostendereunpietosovelo, la lontananza, la famiglia lontana, gli amici lontani, la solitudine, la difficoltà di ricominciare… no, non è stato un anno facile, proprio no.
31 maggio, tra una settimana giusta finisce la scuola. quella coi bambini, ché poi c’è la scuola delle carte e delle riunioni.
bilancio? resto ottimista e dico “in pari”. e in quell'”in pari” a fare la differenza c’è firenze. e quel bischero là, quel padre degli dei che adesso è in vacanza e non mi legge, e a cui dico grazie di esserci stato e di esserci.
un anno complicato, sì.
ma vedo la luce in fondo al tunnel.
non mi resta che camminare, un passo dopo l’altro, verso la luce.
ce la posso fare.