Caminante, no hay camino…

Dubbi.
Perplessità.
Timori.
Guardi il bagaglio.
Quello che dovrebbe essere il futuro bagaglio.
Ci sarà da sfrondare.
L’essenziale.
Bagagli leggeri.
Bagagli, sì.
Quello che ti porterai sulle spalle.
E quello fatto di pensieri e domande, che ti accompagnerà lungo il viaggio..
Vorresti che.
Ma quello che vuoi, non è possibile.
Chiudi gli occhi, fai un lungo respiro.
Puoi farcela.
Ce la farai.

Una tranquilla passeggiatina domenicale

– Senti, ma hai intenzione di scartavetrarmi le palle con ‘sta musica ancora a lungo?
– Ma è Adele!
– E t’ho capito! Una volta ci sta. Due, anche. Ma è tutta la mattina che vai avanti, mi sta venendo voglia di tagliarmi le vene.
– Che esagerata!
– Esagerata un cazzo! Che poi mancava solo quell’altro, Mason, là…
Quel libro è bellissimo.
– Certo. Aspetta un po’ che ti leggo le citazioni che ti sei segnata… “Viveva nei miei sogni, e il sonno non era più un rifugio. […] E imparai la dura verità che l’isolamento ha poco a che fare con il numero di persone che riempiono le tue giornate, che la solitudine ti segue ovunque, che la nostra mente è il più zelante dei secondini. […] E adesso so che la comprensione non sempre pacifica, che sapere non sempre significa aver chiaro.”
– Beh? Belle, no?
– Certo. Un attimo prima di farla finita, forse. Senti, molla tutto e vattene a spasso. E’ una giornata stupenda e mi pari il duenovembre.
– Non posso. Devo correggere le verifiche, stirare e poi ho tutto ‘sto bordello da rimettere a posto.
– Me ne fotto. Esci! E’ un ordine.

– Pant pant pant… Mapporcamiseria, possibile che siano tutte in salita, ‘ste strade?
– Scusa, neh, stai andando a Colle***, ti aspetti che sia in discesa? Zitta e cammina. E goditi il paesaggio.

– Porcocazzo! Porcocazzissimo!! Porcocazzissimissimo!!!
– Ma che hai? La smetti di agitarti? E’ morto, a panciallaria, defunto, ei fu! Che cazzo ti agiti?
– Ma non posso manco agitarmi, mò? Che poi, porcocazzo, porcocazzissimo e porcocazzissimissimo, siamo a fine ottobre, non sarebbe ora che se ne andassero affanculo nelle loro tane?!
– Consolati. Questo l’anno prossimo non rischi di incontrarlo.
– Fanculallui.

– Bau! Bau! Bau!
– Ecco, mancava il cane! Che poi più che un cane pare un cavallo…
– E’ al di là della rete, non può farti nulla. Abbaia e basta. Lascialo abbaiare e cammina.
– …
– …
– Aaahhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!! Checcazz’è quella palla bianca che ci sta correndo incontro sulla strada?!?
– Stai calma.
– Al di là della rete, eh? Non può farti nulla, eh? Abbaia e basta, eh? E quello cos’è?!?
– Stai. Calma.
– Sto calmissima. Sono pietrificata.
– Visto? Non ti ha fatto nulla!
– Certo. Mi è solo corso incontro, mi ha sfiorata e adesso è fermo a due metri da me e mi osserva. Non mi ha fatto nulla. Per ora.
– Fa’ finta di niente e continua a camminare con nonchalance.
– Nosciache? Guarda, se non ti mando affanculo… Io e te facciamo i conti a casa. Se sopravvivo.
– Ma quanto la fai tragica! Manco stessi nella savana e rischiassi di finire dilaniata da un animale feroce.
– Cos’hai detto?!
– Ho detto che la fai troppo tragica. E’ solo un cane. E pure addestrato, a quanto pare. Non ci sono animali feroci, da queste parti.
No, eh?
– Ehm…
– A casa facciamo i conti. Appena arriviamo a casa. Se mai ci arriviamo.

Più che una passeggiata, m’è parso un Camel Trophy.

Le vaffanculerie della passeggiatrice solitaria

Xanthippe cammina, un occhio alla strada, un occhio al paesaggio. La stradina è sterrata, non c’è anima viva, non un rumore. E Xanthippe va, senza fretta. Un po’ cammina, un po’ passeggia, un po’ si ferma a rifarsi gli occhi. All’improvviso il suo sguardo viene attratto da qualcosa di inconsueto. Alza gli occhi e si paralizza. Il respiro è bloccato, la respirazione è azzerata. C’è una sola cosa sulla faccia della terra che la terrorizza, ed è lì, a mezzo metro da lei. E lei è sola in mezzo al nulla. Guarda meglio. Riprende a respirare. E a mezza voce, dopo un vaffanculo di prammatica, mormora: “Cazzo, se volete farmi morire d’infarto ditelo!”

A casa prima del buio

E a un certo punto, mentre cammina, si rende conto che la strada che sta percorrendo le farà allungare il giro.
Non più i 6-8km previsti, ma molti di più.
Ha avuto un’idea balenga.
Ma indietro non si torna.
E quindi va avanti.
E ancora avanti.
E poi ancora avanti.
Avanti a salire e scendere.
Per ventiquattro fottutissimi e bellissimi chilometri.

[Le foto qui]