G.P.

E, come spesso accade, quando mi addormento prima del solito mi sveglio nel cuore della notte. E non c'è verso di riprendere sonno per almeno un paio d'ore.
E lasciando andare i pensieri dove vogliono, che tanto già non riesco a gestirli quando sono concentrata, figuriamoci quando sono appena sveglia, tra un volo pindarico e l'altro il pensiero è andato (non proprio in quest'ordine, ma sorvoliamo) a Maria Schneider, e a Ultimo tango a Parigi, e alla scena del burro. E al mio prof di francese all'università.
All'ultimo anno di università ho avuto un professore di francese che temevo, prima di conoscerlo, per la reputazione da professore ossessionato dal sesso e dalla pornografia che lo precedeva, e che ho letteralmente adorato dalla prima lezione. Uno di quei prof che non ti danno risposte ma ti spronano a porti domande, vestito in maniera alquanto improbabile, sempre un po' (un po'?!) sopra le righe, in lotta contro tutto e tutti.
Che fosse a suo modo un po' particolare non ci piove, eh, intendiamoci. Alla prova scritta di francese IV, a febbraio, periodo a ridosso di s. Valentino, diede tre tracce sull'amore (Ah, l'amour…). Poi aprì un bacio perugina, lo mangiò e scrisse la frasetta in francese alla lavagna: era la quarta traccia, a sorpresa. La lettrice era letteralmente inorridita, noi, che ormai avevamo cominciato a conoscerlo e ad apprezzarlo, eravamo divertiti.
A cadenza bisettimanale la lezione si svolgeva in una delle aule video dell'università. Si presentava con la sua videocassetta, si guardava il film e poi lo si analizzava, lo si faceva a pezzi e lo si ricostruiva, si cercavano i messaggi espliciti e quelli impliciti. Insomma, un bel modo di vedere i film. Molto spesso film con un alto tasso erotico.
Ultimo tango a Parigi era uno di questi.
37,2 le matin anche.
Ma anche Le ali della libertà di Tim Robbins.
O Léon, che resta uno dei miei film preferiti in assoluto. Léon, che nome cazzuto.
Poi vabbe', anche qualche cagata assoluta come Il fascino discreto della borghesia, ma tutti possono sbagliare.
Agli scritti di francese, quelli della frase del bacio perugina,  un buon sessanta per cento fu segato e io (me la posso tirare? vabbe', me la tiro lo stesso) fui l'unica a passare col venticinque. Quando tolse i risultati dalla bacheca gli chiesi di darmi il foglio, per ricordo. E' da qualche parte, in qualche scatola, a casa natìa.
Qualche mese fa, invece, mi è capitata tra le mani una sua cartolina.
Due parole.
"Buon compleanno. G.P."
Poi ebbe un infarto, all'università. Lo portarono d'urgenza in ospedale, ma morì poco dopo.
In ospedale gli rubarono il cellulare, ma il suo numero ho continuato a tenerlo in rubrica per mesi, anche se non c'era più nessuno da chiamare.
Forse non saprà mai quanto bene gli ho voluto.
O forse sì.
Ciao, Giampiero.

La fiera di santo Stefano

Quand'ero piccina era tradizione oggi, dopo pranzo, andare alla fiera di santo Stefano, a qualche chilometro da qui.
Bella, la fiera di Natale!
A suo modo era caratteristica, sì.
Era la fiera dei maiali, si vendevano i maialini piccini tutti rosa e bellini che sarebbero stati tenuti all'ingrasso tutto l'anno e che a Natale o giù di lì avrebbero fornito tanta buona ciccia e salsiccia tutto l'anno.
Alla fiera di santo Stefano, com'è ovvio, non si poteva andar vestiti eleganti.
Si parcheggiava lungo la statale e poi ci si addentrava su sentieri di terra battuta, tra un recinto pieno di porcellini e una baracca di attrezzi agricoli.
Terra battuta. Che alla minima goccia di pioggia diventava fango. Che veniva coperto di paglia.
L'aria aveva l'odore intenso del fango, della paglia, e dei maialini.
Poi, dopo aver girato per la fiera l'intero pomeriggio, tornavo a casa tutta inzaccherata di fango, col mio carusiello di terracotta da decorare e riempire di monetine.

La fiera di santo Stefano non esiste più da anni.
Al posto dei maialini e delle baracche ci sono capannoni industriali.
Restano i ricordi di una bambina.
Che passando in macchina da quelle parti li condivide con suo padre.
E con voi.

Nostalgia

E' una brutta bestia, la nostalgia.
Quando arriva ti si aggrappa alla schiena con i suoi artigli e non c'è modo di mandarla via.
Non resta che cederle.
Nostalgia di Parigi, oggi.
Una nostalgia infinita.

La roseraie de Bagatelle deve essere bellissima, in questo periodo.

Max. Il calendario era quello di Max.

Xanthippe non dorme.
Ha cazzeggiato tutto il santo giorno e, a fine serata, le restano ancora quaderni da correggere.
Caffè, musica e al lavoro.
Dopo un paio d'ore i quaderni sono corretti, ma il sonno non arriva, e allora Xanthippe vaga sul pc alla ricerca di un file che non trova e che deve essere rimasto, assieme ad altri millemila documenti, nel vecchio pc moribondo in attesa dell'eutanasia.
Trova però una cartella compressa.
"Bà e Clà."
In quella cartella sono state salvate, da tempo immemorabile, alcune mail risalenti ai suoi primi anni da emigrante.
Di dormire non se ne parla, per cui, non avendo trovato quello che cerca, Xanthippe decide di fare un tuffo nel passato, decomprime la cartella e comincia a leggere.
Apre una mail, la legge ridendo, poi la inoltra a Bà.
Dieci anni.
Sembra ieri.

Due premesse, sennò la lettura rischia di diventare ostica.
Uno. Xà e Bà si sono conosciute all'università, frequentando il corso di Glottologia.
Due. Xanthippe molla l'ex storico dopo mooooolti anni. Un mese dopo la sua personale Liberazione viene chiamata per una supplenza temporanea (temporanea… sto qui da  allora!) "al Nord", e non ritiene opportuno avvisare l'ex, perché rischierebbe di ritrovarselo sotto casa (vabbe', casa… ma questa è un'altra storia). Soltanto più di un anno dopo l'ex scoprirà che Xanthippe si è trasferita (ma anche questa è un'altra storia). Nel frattempo, non riuscendo più a rintracciare Xanthippe, che, chissàccomemai, negli anni in cui sono stati assieme ha sempre risolutamente rifiutato di farsi regalare il cellulare che lui le propinava ogni duepertre, l'ex chiama Bà. Spesso. Molto spesso. Troppo spesso. A casa e sul cellulare. Intanto Xanthippe se ne sta tranquillamente al Nord, a farsi la sua supplenza temporanea.

Da: Bà
A: Xà
     
 
Cara cumpagnella lontana, (per non dire brutta troia del nord),

più ci penso e più mi rendo conto che l’esame di Glottologia non solo mi ha rovinato la media, ma ha trascinato nella mia vita una serie interminabile di catastrofi! Io l’avevo detto a quella stronza di A*** di mettere Linguistica Generale nel piano di studi, ma lei ha insistito… così oggi, dopo sei anni da quella scelta del cazzo, lei vive tranquilla la sua vita, tu sei emigrata al nord ed io sto qui a sciropparmi le lamentele del tuo ex.
Ma s’ po’ ffa' 'sta vita?

Comunque, bando alle ciance… ti scrivo per due motivi, forse tre:
1° perché continui a rompermi i coglioni dicendo che non ti scrivo mai;
2° perchè ho da riferirti una marea di cose che costerebbero a me e a te la sodomizzazione da parte dei signori della telecom;
3° (volevo evitare ma non posso) ti devo abbuffare di male parole!!!
 
Il punto uno non è altro che l'elaborazione dei punti due e tre… il punto due, che comprenderà gran parte del punto tre, comincia con una serie di domande:
Brutta troia puzzolente e schifosa (vedi punto 3) ma glielo vuoi dire a quel povero cristo che è tutto finito? Se non lo vuoi fare per lui, fallo per ME!!! D'altra parte, se proprio non vuoi o non puoi o, come mi dicevi poco fa al telefono, lui non capisce, te la scrivo io una lettera d'addio né troppo crudele, né troppo dolce, visto che tu il cuore te lo sei mangiato a colazione…
 
"LETTERA PER EX (da ricopiare, firmare e spedire al più presto possibile, prima che un commando in una panda blu parta da Napoli per mettere una bomba sotto al convento in cui alloggi!), [la parte in parentesi  sia tonda che quadra, e tutte quelle scritte con caratteri minuscoli, non vanno copiate!!! Si tratta di voli pindarici dell'autore!!!].
CARO EX, scrivi caro altrimenti ti strappo il fegato a morsi e non bluffare tanto lui me la farà di sicuro leggere,
SONO MOLTO DISPIACIUTA PER IL COMPORTAMENTO CHE HO AVUTO NELL'ULTIMO PERIODO NEI TUOI CONFRONTI E SOPRATTUTTO PER LE SOFFERENZE CHE TI HO PROCURATO. NON VOLEVO, NON TE LO MERITI, MA E' L'UNICO MODO, SIA PER ME CHE PER TE, PER RICOMINCIARE A VIVERE.
SONO PASSATI TANTI ANNI DAL NOSTRO PRIMO INCONTRO
puozz' passà mai niente, mò te lo sei tolto il vizio di dare confidenza a cani e porci? E, COME SE MI FOSSI SVEGLIATA DA UN SOGNO, QUALCHE TEMPO FA MI SONO ACCORTA CHE QUELLA CHE CONDUCEVO NON ERA LA VITA CHE VOLEVO.
IO NON HO NULLA CONTRO DI TE, ANZI, TI RINGRAZIO PER ESSERMI STATO VICINO, NEI MOMENTI BELLI E IN QUELLI BRUTTI, E PER AVERMI AIUTATA A CRESCERE
manc'a chiavica MA CREDO SIA GIUNTO IL MOMENTO DI SEPARARE LE NOSTRE STRADE.
HO VISSUTO MOMENTI DIFFICILI ULTIMAMENTE
io di più e per colpa tua!!! E ANCORA MI TRASCINO LE CONSEGUENZE, E TU PURTROPPO NON C'ERI. LO SO, NON E' COLPA TUA, E NON TE NE FACCIO ASSOLUTAMENTE UNA COLPA, MA CREDO SIA ARRIVATO PER ME IL MOMENTO DI PENSARE AL MIO FUTURO E GETTARE LE BASI PER CREARE QUALCOSA DI MIO, QUALCOSA CHE RIUSCIRO' AD OTTENERE SOLTANTO LONTANO DA TE.
MI COSTA PARLARTI IN QUESTO MODO SOPRATTUTTO PERCHE' NON RIESCO A TROVARE IL CORAGGIO DI AFFRONTARTI
visto che tu te ne stai tranquilla a mille km di distanza e lui telefona a me!!! MA E' QUELLO CHE VOGLIO, E SE TU REALMENTE MI AMI LA META' DI QUANTO MI HAI SEMPRE DETTO, LASCIAMI ANDARE E NON PROLUNGARE OLTRE QUESTO INEVITABILE ADDIO.
SCUSAMI, XANTHIPPE.

 
Ricopiala, firmala, mettila in una bella busta e mandala a me. Io, da brava ed esasperata amica, la spedirò all'amante abbandonato.

N.B. E' ammesso solo qualche piccolo cambiamento, ma guai a te se non mandi questa fottuta lettera… ci lasci le penne brutta papera, e sarò io a strappartele una per volta! In fondo che ti costa?
 
A parte gli scherzi, Xa, mandagli due righe e falla finita in un modo o nell'altro, perchè quel poveraccio è un uomo distrutto e non se lo merita, tu lo sai meglio di me. Disintegra ogni speranza nero su bianco perchè non credo che lui abbia capito la tua posizione e soprattutto non mi costringere a impapocchiarlo di palle. Mi sento tremendamente in colpa!
 
Ti prometto che se deciderai di farmi questo enorme favore ti svelerò una notizia boom sul conto di una nostra amica in comune che ti farà rimanere senza parole!!!
Non so più che dirti… si è fatta mezzanotte e io ho un sonno che non ci vedo.
Perdona gli errori, perdona lo sfogo e sbrigati a fare quello che andava fatto già da tempo o ti cavo gli occhi!
 
Un bacio, Bà
 
P.S.
Qual è il calendario che compri tutti gli anni da cui io mi fotto tutti i frescazzi?