Premiata ditta Xanthippe & co.

ziacris mi ha assegnato un premio.
e già qui ci sarebbe da valutare la sua (in)sanità mentale.
e però me l’ha assegnato perché io e voi (sì sì, siete coinvolti anche voi, cari miei!) siamo un po’ fuori di cranio.  vabbe’, sì, è una gara a capire chi è più fuso, dice la cris. quasi quasi la farei, ‘sta gara, tipo sondaggio. un giorno capirò come funzionano i sondaggi e ve ne propino uno. un giorno.
dicevo, ho ricevuto un premio. il liebster blog.
che io ho già problemi a capire l’inglese, figuratevi il tedesco. ecchemminchia è ‘sta roba?, mi sono detta. e poi mi son ricordata di quando a quindici, no sedici, anni avevo il fidanzatino che viveva a basilea, nella shfizzera teteska, che mi insegnò a dire ich liebe dich, e quindi qualcosa quel liebe col liebster deve azzeccarci. madonnina santa, quanto tempo è passato da allora! chissà che fine avrà fatto lo shfizzero! mi sa che sto divagando. comunque liebster blog dovrebbe essere un blog che vi piace. oh, si assegna a cinque bloggaroli e a nessuno di più, perciò vi deve piacere sul serio. e a ziacris noi piacciamo. un po’ fusa dev’esserlo anche lei.
le regole del liebster blog sarebbero (notato il condizionale?) che io assegni questo premio ad altri cinque blog e che vi dica cinque cose di me che non conoscete. in sintesi. perché sarebbe un pelo più complesso, ma noi (plurale maiestatis ma anche no) ce lo facciamo piacere così.
assegnare questo premio ad altri cinque blog. dovrei scegliere, valutare, considerare, decidere. io? ma siete matti? c’è un blogroll, lì a destra. e in quel blogroll ci siete voi, miei amati. tutti. o quasi. e perciò prendete ‘sto cazzo di testimone e andate avanti. io ne nomino una sola. non c’è bisogno di dire chi, vero? lei, unica e sola. perché lei è il mio nord, il mio sud, il mio oriente e il mio occidente, la mia settimana di lavoro e la mia domenica a far niente, il mio mezzogiorno, la mia mezzanotte, il mio discorso, il mio canto. la wii. sì, wii, sono sbronza anche stasera. ma se qua la gente non la smette di invitarmi fuori per farmi la festa e salutarmi e riempirmi il calice di prosecco e sauvignon, io a casa torno storta come una virgola, c’è poco da fare. per dirti, non ho ancora cenato. ma di prosecchi ne ho scolati abbastanza. dicevamo? ah, sì, la wii. unica nominata. che dovrà dirci cinque cose che non sappiamo di lei. e io già rido al pensiero. no no, calmini, eh. io non rido per quello che potrebbe raccontare, perché, in fondo in fondo, lei è un’anima candida, ma veramente. io rido perché lei non sa quello che sappiamo di lei. perché lei ha una “memoria a colabrodo” (cit. lei,la-kazfeld, chissà che fine avrà fatto pure quell’altra. sì, wii, te l’ho detto che sono sbronza). credo di essermi persa di nuovo. ok, mi sono riletta. wii unica nominata. gli altri del blogroll si sentano autorizzati. tutti. e raccontatemi cinque, o anche dieci, cose che non so di voi. via post o via posta, come vi pare. ma confessatevi. alla penitenza poi penso io.
adesso dovrei passare a dirvi le cinque cose che voi non conoscete di me. pare facile. ma non lo è per niente. chi mi legge da tanto di me sa praticamente tutto. vita, morte e trombate (no, miracoli non ne faccio). e allora che vi racconto? boh. faccio prima a chiedervi cosa volete sapere. chiedete, e vi sarà detto, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto (ho come l’impressione che ‘sta roba qua l’abbia già detta qualcuno, ma non ricordo chi). insomma, chiedete. che sarà anche l’occasione per i lettori silenti di fare ciaociao con la manina e palesarsi. e manifestarmi tutto il loro immenso e incondizionato amore. come minimo.
adesso, visto che è mezzanotte e io sono ancora digiuna sì, ma con una quantità d’alcool in corpo che metà basterebbe a farmi togliere la patente (no no, non ho guidato, tranquilli), io vi saluto e vado a letto. a leggere. vabbe’, ad addormentarmi sul libro. che è un bel libro, ma mi sa che non è adatto alla lettura da sbronza. appropo’ di libri, qualcosa da consigliare? che io venerdì devo consegnare il libro in biblioteca, e da venerdì a lunedì senza un libro da leggere è un suicidio. qualcosa di bello, ma che non sia troppo impegnativo. conto su di voi!

Da sbronza

Sono un’ottima cuoca anche da sbronza.
Quando mi sbronzo divento coccolosa.
LaFonteN sarà anche un esperto informatico, ma come riesco a cercare le cose io su Gùgol, nessuno.
In mi casa non possono esserci chips.
L’Irish Pub dove siamo andati non aveva la Harp, in compenso aveva una birretta (ehm… due) niente male.
L’ho già detto che sono sbronza?
(Per inciso, io dètto e LaFonteN scrive, mentre io, birra alla mano, controllo che la pasta non scuocia.)

Pensiero libero di LaFonteN: l’ha già detto che è sbronza, sì?